Michael Braun, Frederic Malter, Tobias Mörschel Un’amicizia fragile Un sondaggio sui rapporti italo-tedeschi FRIEDRICH-EBERT-STIFTUNG – POLITICA PER L’EUROPA L‘Europa ha bisogno di democrazia sociale! Qual è l’Europa in cui vogliamo vivere? Come realizzare i nostri sogni per un‘Europa di libertà, pace e democrazia nonostante le resistenze interne ed esterne? Come rafforzare la democrazia sociale in Europa? A questi temi si dedica la Fondazione Friedrich Ebert nella collana intitolata“Una politica per l’Europa”. Dimostriamo che l’integrazione europea può e deve essere democratica, socialmente equa in economia e affidabile in politica estera! Gli ambiti tematici principali di cui la collana si occupa sono: – Europa democratica – Trasformazione socio-ecologica – Futuro del lavoro – Pace e sicurezza Tali temi sono argomento delle nostre pubblicazioni ed iniziative. Forniamo spunti e consulenze a coloro che hanno responsabilità nel mondo politico e sindacale. Stimoliamo il dibattito sul futuro dell’Europa e presentiamo proposte concrete su come strutturare ambiti politicamente centrali. Con la nostra collana “Una politica per l’Europa” vogliamo portare avanti il dibattito assieme a voi! Per ulteriori informazioni sull’argomento, cliccate qui: www.fes.de/de/politik-fuer-europa A proposito di questa pubblicazione Germania e Italia sono partner importanti e Paesi chiave dell’UE. Intrattengono da decenni molteplici relazioni politiche, economiche, sociali e culturali e sono strettamente interdipendenti in molte aree. Ma come si presentano la qualità e l’intensità delle relazioni italo-tedesche? Quanto bene ci conosciamo e quale immagine e percezione abbiamo l’uno dell’altro? Quali sono le aspettative della gente in Germania e in Italia nei confronti dell’altro Paese e della cooperazione comune? E qual è il ruolo dell’Europa? Stimolata da queste domande, la Friedrich-Ebert-Stiftung Italia ha condotto un sondaggio d’opinione rappresentativo in entrambi i Paesi, in ognuno dei quali sono state intervistate 1.650 persone. Le risposte mostrano che al di là di un consenso di base ampio, la percezione della situazione dei due Paesi, della loro posizione nell’UE e delle loro relazioni bilaterali è molto diversa. I cittadini di entrambi i Paesi vorrebbero vedere una stretta e buona cooperazione tra Germania e Italia in una UE forte. Tuttavia, le relazioni italo-tedesche non sono prive di conflitti e contraddizioni e sono certamente caratterizzate da stereotipi. Sugli autori Dr. Michael Braun è collaboratore scientifico della Fondazione Ebert Italia Dr. Frederic Malter è manager presso Ipsos Germania Dr. Tobias Mörschel è direttore della Fondazione Ebert Italia Responsabile per questa pubblicazione Dr. Tobias Mörschel, Fondazione Ebert Italia Michael Braun, Frederic Malter, Tobias Mörschel Un’amicizia fragile Un sondaggio sui rapporti italo-tedeschi Analisi riassuntiva  2 1. INTRODUZIONE  4 2. CLIMA GENERALE: SITUAZIONE PERSONALE ED ECONOMICA, ASPETTATIVE PER IL FUTURO 6 2.1 Valutazione del proprio status sociale, soddisfazione nei confronti della democrazia e della vita 6 2.2 Situazione economica in Germania e in Italia 6 2.3 Percezioni distorte 7 2.4 Conclusioni parziali 8 3. EUROPA: INTEGRAZIONE – FIDUCIA – SFIDE 9 3.1 I pro e i contro dell’UE e dell’Euro 9 3.2 Contributi tedeschi e italiani all’UE 11 3.3 Fiducia nel proprio ed in altri Paesi 13 3.4 Le attuali sfide politiche e a chi compete affrontarle 16 3.5 Conclusioni parziali 16 4. CULTURA E CONTATTI: INCONTRI PERSONALI, INTERESSE E CONOSCENZA RECIPROCA, MENTALITÀ E STEREOTIPI 18 4.1 Valutazione dei rapporti italo-tedeschi 18 4.2 Diverso interesse per l’altro Paese 19 4.3 Tipicamente tedesco – Tipicamente italiano. Percezione di sé e dell’altro 21 4.4 Effettiva conoscenza di personalità contemporanee del mondo dell’arte, della cultura e dello sport 23 4.5 Conclusioni parziali 25 5. APPROFONDIMENTO: COME SI SPIEGANO LE CONVINZIONI TEDESCHE E ITALIANE? 26 6. CONCLUSIONI& PROSPETTIVE  27 Metodo 28 Appendice 30 Bibliografia 31 FRIEDRICH-EBERT-STIFTUNG – POLITICA PER L’EUROPA 2 Analisi riassuntiva Germania ed Italia sono partner importanti e Paesi chiave dell’Unione Europea che da decenni intrattengono fra loro rapporti politici, economici, sociali e culturali e sono strettamente interdipendenti in molti settori. Dal sondaggio sui rapporti italo-tedeschi commissionato dalla Fondazione Friedrich Ebert, per il quale in ciascuno dei due Paesi sono state intervistate 1.650 persone, è emerso che nel complesso, al di là di un vasto consenso di fondo comune ad entrambi, italiani e tedeschi hanno una percezione decisamente diversa della situazione nei due Paesi, del loro posizionamento all’interno dell’Unione e dei loro rapporti bilaterali. Entrambi auspicano una stretta e fruttuosa collaborazione tra Germania e Italia in seno ad un’Europa forte. Ciononostante i rapporti italo-tedeschi non sono privi né di conflitti né di contraddizioni e sono certamente caratterizzati da immagini stereotipate. Ad una solida autostima tedesca, anche per quanto riguarda il proprio ruolo in Europa, si contrappone un’Italia decisamente più scettica ed autocritica, il cui rapporto con l’UE risulta leggermente incrinato. I rapporti italo-tedeschi poggiano su fondamenta piuttosto solide, ma italiani e tedeschi ne caratterizzano in maniera diversa la natura: i tedeschi ritengono piuttosto amichevoli i rapporti con l’Italia, ma presentano una leggera inclinazione al paternalismo. Gli italiani invece ritengono più lucidamente che il rapporto tra i due stati sia un rapporto di alleanza, benché si sentano(talvolta sbagliando) l’alleato più debole o meno influente dei due. Ecco l’elenco dei risultati più importanti: – Il giudizio di italiani e tedeschi sulla situazione attuale dei due Paesi coincide ampiamente: la maggioranza degli intervistati valuta positivamente la situazione tedesca e molto negativamente quella italiana. Va sottolineato inoltre che l’immagine che gli intervistati italiani hanno della Germania è decisamente più positiva di quella che ne hanno gli stessi tedeschi. – I giudizi sulle prospettive future, invece, in parte divergono. Per quanto riguarda l’Italia sia gli intervistati italiani che quelli tedeschi ritengono che la situazione rimarrà negativa anche in futuro. Per la Germania, invece, gli italiani si aspettano un futuro di gran lunga migliore di quanto non facciano i tedeschi stessi. UN’AMICIZIA FRAGILE – UN SONDAGGIO SUI RAPPORTI ITALO-TEDESCHI 3 – Possiamo constatare che gli intervistati di entrambi i Paesi – Tra i due campioni emerge una divergenza nel giudizio operano una generalizzazione controfattuale dell’immasulle peculiarità e caratteristiche dei rapporti italo-tedegine negativa dell’Italia; nel caso degli italiani a ciò si ag- schi. Complessivamente, gli intervistati tedeschi ne dangiunge una speculare sopravvalutazione della Germania. no un giudizio nettamente migliore. – Il quadro complessivo risulta dunque molto asimmetrico. Gli intervistati di entrambi i Paesi ritengono da un lato che l’Italia sia complessivamente in difetto in campo economico e dall’altro che la Germania sia complessivamente un Paese virtuoso – quest’ultima valutazione è ancor più diffusa tra gli italiani che tra i tedeschi. – Analizzando l’atteggiamento di italiani e tedeschi nei confronti dell’Unione Europea e del ruolo che Italia e Germania vi svolgono, si ottiene un quadro piuttosto frammentario: tra gli intervistati italiani prevalgono coloro che nell’appartenenza all’Unione Europea e ancor più a quella monetaria ravvisano per l’Italia più svantaggi che vantaggi. Al contempo gli italiani attribuiscono al proprio Paese, soprattutto a confronto con la Germania, una scarsa influenza sull’UE. – Sia gli intervistati italiani che quelli tedeschi giudicano l’altro un beneficiario all’interno dell’UE. Ciononostante in entrambi i Paesi nette maggioranze si schierano a favore della permanenza nell’Unione e nell’Eurozona, oltre ad esprimersi a sostegno di un indebitamento europeo congiunto per superare le conseguenze della pandemia da COVID-19. – L’interesse nutrito dagli uni per gli altri è asimmetrico. Le conoscenze che i tedeschi hanno dell’Italia e gli italiani della Germania sembrano divergere notevolmente: basti pensare che la stragrande maggioranza degli intervistati tedeschi ha già visitato l’Italia – e spesso più di una volta. – Ciononostante in entrambi i casi i giudizi sull’altro Paese e sui suoi abitanti sono influenzati in pari misura da vecchi stereotipi. I tedeschi vedono gli italiani come un popolo di ottimisti, goderecci e rilassati, ma anche molto tradizionalisti e religiosi, mentre gli italiani vedono i tedeschi come persone profonde, fissate con le regole, poco flessibili e serie. Tuttavia, gli italiani hanno attribuito ai t­edeschi anche aggettivi decisamente sorprendenti, come“creativi”, “goderecci” e“rilassati”. – Le risposte aperte, però, riconfermano l’asimmetria nella percezione reciproca: la Germania è vista come luogo di efficienza, organizzazione perfetta, economia forte; in altre parole del lavoro. L’Italia invece è vista come luogo del buon clima, del buon cibo, delle belle città e dei bei paesaggi; in altre parole del piacere. – La maggioranza degli italiani nutre fiducia nella Germania. La fiducia nell’Italia è invece decisamente meno rappresentata non solo tra i tedeschi, ma anche tra gli italiani stessi. – Nonostante una visione meno positiva dell’UE, gli italiani più dei tedeschi puntano sulla competenza europea più che su quella nazionale per la soluzione dei problemi in tutti i settori della politica, ad eccezione della difesa. Verso l’UE mostrano infatti maggiore scetticismo ma anche maggiori aspettative. – In entrambi i Paesi la stragrande maggioranza degli intervistati si pronuncia a favore di una più stretta collaborazione tra Germania ed Italia. Nonostante o proprio a causa di una valutazione più critica dei rapporti bilaterali, gli italiani, ancor più che i tedeschi, auspicano una stretta collaborazione. FRIEDRICH-EBERT-STIFTUNG – POLITICA PER L’EUROPA 4 1 INTRODUZIONE Sono pochi i Paesi che, come Italia e Germania, intrattengono da decenni rapporti politici, economici, sociali e culturali tanto stretti e tra i quali è possibile tracciare paralleli storici tanto numerosi. Per secoli, entrambi i Paesi sono stati contraddistinti dalla frammentazione in piccoli stati, pervenendo piuttosto tardi all’unificazione – l’Italia nel 1861 e la Germania nel 1870/71; entrambi hanno attraversato le esperienze traumatiche del fascismo e del nazionalsocialismo cui ha fatto seguito, dopo il 1945, un nuovo inizio democratico e repubblicano(per quanto riguarda la Germania ci riferiamo alla Repubblica Federale). Ed è anche per questo motivo che entrambi non hanno puntato tanto sull’identità nazionale quanto sull’integrazione all’interno dell’alleanza occidentale e soprattutto sull’integrazione europea; infatti, Italia e Germania sono state tra i sei Paesi fondatori della CEE nel 1957. Negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento sono stati inoltre i Paesi del“miracolo economico”, primi in Europa per tasso di crescita. Sono considerevoli anche i legami economici tra i due Paesi, sempre più stretti negli ultimi decenni. Destinataria del 16,3 % delle esportazioni e fonte di un buon 12 % delle importazioni, la Germania è in assoluto il primo partner commerciale dell’Italia. L’Italia si colloca invece al quinto posto tra i Paesi destinatari delle esportazioni tedesche, che nel 2019 ammontavano a 68 miliardi di euro. La sola Lombardia, con un volume di interscambio commerciale con la Germania pari a 44,3 miliardi di euro(2019), supera ad esempio il Giappone, che ha un volume di interscambio commerciale con la Germania pari a 44,2 miliardi. Anche dal punto di vista sociale i rapporti tra i due Paesi si sono intensificati, sebbene in maniera asimmetrica. L’Italia è stata il primo Paese con cui la Germania, nel 1955, ha stipulato un accordo per il reclutamento di lavoratori ospiti, come venivano definiti all’epoca. Di lì in avanti l’immigrazione italiana in Germania è stata un fenomeno costante: attualmente le persone di origine italiana che vivono in Germania sono quasi 800.000(di cui oltre 300.000 nate lì). Negli anni Cinquanta l’Italia è diventata una delle mete turistiche preferite dai tedeschi, attratti sia dalle spiagge dell’Adriatico, della Puglia e della Sardegna che dai Paesaggi toscani ed umbri e dalle città d’arte come Roma, Venezia e Firenze. Ogni anno sono oltre 12 milioni i tedeschi che si recano in villeggiatura in Italia o ne visitano le città: perciò l’Italia ha esercitato ed esercita ancora una forte influenza sull’habitus culturale dei tedeschi, che si tratti di moda o di cibo. Tuttavia, per quanto stretti siano i rapporti, sarebbe frettoloso trarne la conclusione che italiani e tedeschi abbiano una profonda conoscenza o, ancor più, un’ampia comprensione dell’altro. Già nel 2009 l’Istituto di Storia Contemporanea di Monaco(Institut für Zeitgeschichte) pubblicava una raccolta dedicata alle relazioni italo-tedesche con il titolo interrogativo di“Estraniazione strisciante? 1 . Da allora le motivazioni di una tale estraniazione non hanno fatto altro che aumentare. Per quanto riguarda l’opinione pubblica tedesca, a suscitare incomprensione sono stati soprattutto i rivolgimenti subiti dalla politica italiana a partire dagli anni Novanta – a cominciare dall’ascesa politica di Silvio Berlusconi nel 1994, percepita in Germania con stupefatta incomprensione. Quando poi, con le dimissioni dalla Presidenza del Consiglio nel 2011, ha avuto inizio il declino di Berlusconi, a suscitare una nuova ondata di irritazione è stato l’enorme successo politico ottenuto dal movimento anti-sistema dei“Cinque Stelle” prima e dalla destra populista e xenofoba rappresentata dalla Lega di Matteo Salvini poi. Alle preoccupazioni dei tedeschi per gli sviluppi politici italiani si sono aggiunti i timori legati alla situazione economica del Paese. Al più tardi a partire dall’esplosione della crisi del debito nel 2010/2011, l’Italia agli occhi dei tedeschi è un Paese contraddistinto soprattutto dal suo altissimo debito pubblico e dalla scarsa crescita economica; perciò la osservano con una certa diffidenza, considerandola un potenziale fattore di crisi dell’Eurozona. Anche da parte italiana, negli ultimi dieci anni si registra un decisivo peggioramento dell’immagine della Germania, conseguenza anch’essa soprattutto della crisi del debito. Presso larga parte dell’opinione pubblica italiana, ma anche presso partiti come Forza Italia di Berlusconi, la Lega e il Movimento Cinque Stelle,“Bruxelles e Berlino”, talvolta con l’aggiunta di Parigi, diventano il simbolo di una politica che, nel tentativo di salvare l’euro, ha imposto alla Grecia, alla quale l’Italia ha 1 Gian Enrico Rusconi, Thomas Schlemmer, Hans Woller(a cura di): Estraniazione strisciante tra Italia e Germania?, Il Mulino, Bologna, 2008 – Gian Enrico Rusconi, Thomas Schlemmer, Hans Woller(ed.): Schleichende Entfremdung? Deutschland und Italien nach dem Fall der Mauer, Berlino 2009. UN’AMICIZIA FRAGILE – UN SONDAGGIO SUI RAPPORTI ITALO-TEDESCHI 5 sempre guardato con simpatia, ma anche all’Italia stessa, una politica di austerità giudicata insopportabile. Dal 2014 è poi sopraggiunta la sensazione che un’Europa a trazione tedesca abbia“lasciato sola l’Italia” nell’affrontare la crisi migratoria. Questa sensazione ha trovato ampia diffusione anche nel dibattito politico, visto che soprattutto la Lega ha avuto modo di trarne un vantaggio elettorale. Essendo in grande misura interdipendenti, Italia e Germania debbono quindi fare affidamento l’una sull’altra, nonostante tensioni e frizioni che pure contraddistinguono i loro rapporti. In questo quadro, nel 2016 l’ufficio romano della FES ha commissionato un sondaggio tra cittadini tedeschi e italiani 2 per capire che immagine abbiano gli uni degli altri e dell’Europa. Il sondaggio ha evidenziato che gli italiani vedono con occhio particolarmente critico il ruolo della Germania in Europa. L’idea che l’UE sia dominata da una Germania che persegue i propri interessi nazionali è un cavallo di battaglia classico della destra nazionale italiana e, soprattutto grazie ai social media, si è fatta ampiamente strada nella percezione popolare. Dal canto suo, anche la popolazione tedesca nutre una fiducia ugualmente scarsa nell’Italia come partner europeo. Con la pandemia da COVID-19, nuove criticità hanno fatto sì che alle tensioni politiche ed economiche già esistenti all’interno dell’UE se ne aggiungessero di nuove. Questo vale in particolare per il rapporto che la Germania intrattiene con il partner italiano. Quando, nella prima fase della pandemia, le immagini di Bergamo hanno fatto il giro del mondo, in Germania si è parlato di un’Italia“stremata” e“bisognosa d’aiuto”, citando spesso le“condizioni italiane” come qualcosa da evitare ad ogni costo, come un simbolo del fallimento del Paese di fronte alla furia mortale di questo virus sconosciuto. Inizialmente la Germania ha perso l’occasione di dare all’Italia un segnale chiaro e netto di solidarietà prendendo decisioni sbagliate(come il divieto di esportare verso l’Italia i dispositivi di protezione o l’iniziale rifiuto di aprire un dibattito sui“Coronabond” o su simili strumenti finanziari pensati per mitigare le enormi conseguenze economiche e politiche della pandemia). In ampi segmenti della popolazione(e della politica) italiana si è perciò diffusa una grande delusione nei confron2 Amici distanti. Un sondaggio d’opinione sul rapporto tra Germania e Italia; https://library.fes.de/pdf-files/bueros/rom/12988.pdf Fremde Freunde: Eine Meinungsumfrage zum deutsch-italienischen Verhältnis, Fondazione Friedrich-Ebert Italia, 2016, Link: http://library.fes.de/ pdf-files/bueros/rom/12989.pdf ti di Germania ed Europa, mentre si rafforzava sempre più la sensazione di essere stati lasciati nuovamente soli in un momento di grave crisi. Abbiamo potuto constatare la presenza di forti tendenze all’estraniazione e un revival di percezioni stereotipate sia da una parte che dall’altra. L’adozione, al vertice europeo del luglio 2020, del programma europeo“Next Generation EU”, che implicava un capovolgimento completo della posizione tedesca sull’indebitamento congiunto dell’UE, ha fatto sì che le tensioni tornassero ad affievolirsi e che l’Italia riponesse poi grandi aspettative nella presidenza tedesca del Consiglio Europeo nel secondo semestre 2020. In questo quadro la Fondazione Friedrich Ebert Italia ha commissionato la presente ricerca con l’obiettivo di realizzare un’approfondita analisi dei rapporti italo-tedeschi andando oltre una prospettiva puramente descrittiva per esaminarne in dettaglio anche le dinamiche più profonde. Dal punto di vista di metodo e contenuto la ricerca si rifà ad un’altra ricerca del 2016, con l’apporto di ampliamenti relativi ad alcuni aspetti centrali: accanto alle richieste di esprimere un’opinione soggettiva, sono state inserite anche alcune domande di verifica delle effettive conoscenze, in modo da confrontare le valutazioni personali con risposte di natura verificabile, per poterle inquadrare in una cornice correttiva che ne evidenziasse eventuali distorsioni percettive, rimandandoci così un’immagine realistica dei rapporti italo-tedeschi all’interno del contesto europeo. L’obiettivo della ricerca è pervenire ad una descrizione di quale sia l’effettiva percezione che italiani e tedeschi hanno di sé e dell’altro, per capire come migliorare la comprensione reciproca e quindi migliorare i rapporti tra i due Paesi. La ricerca si basa su un sondaggio online rappresentativo svolto in entrambi i Paesi da Ipsos. L’aggregato statistico del sondaggio è dato dalla popolazione residente maggiore di 18 anni che, al momento della somministrazione, aveva il proprio domicilio abituale rispettivamente in Italia o in Germania. In ciascuno dei due Paesi sono state intervistate 1.650 persone. La raccolta dati ha avuto inizio il 28 ottobre 2020 per concludersi il 24 novembre 2020. In questo report ci dedicheremo alla presentazione e all’analisi delle conclusioni più importanti alle quali ha condotto la rilevazione. FRIEDRICH-EBERT-STIFTUNG – POLITICA PER L’EUROPA 6 2 CLIMA GENERALE: SITUAZIONE PERSONALE ED ECONOMICA, ASPETTATIVE PER IL FUTURO Negli ultimi anni l’economia tedesca e quella italiana hanno visto sviluppi molto diversi. Fino allo scoppio della pandemia da COVID-19, la Germania ha avuto un’economia in forte crescita, con un prodotto interno lordo(PIL) che nel 2019 risultava aumentato di oltre mille miliardi rispetto al 2006,(da 2.390 miliardi a 3.450 miliardi di euro), un debito pubblico passato dall’80,6 % del 2010 al 59,8 % del 2019 e il minor numero di disoccupati dalla riunificazione del 1990(2,27 milioni, ossia il 5,5 %). Al contempo l’Italia non è invece riuscita a tornare ad un livello simile a quello precedente la crisi economico-finanziaria ed ha vissuto un periodo di stagnazione economica. Tra il 2005 e il 2019 il PIL a prezzi correnti/PIL nominale è aumentato di soli 300 miliardi, passando da 1.480 miliardi a 1.790 miliardi di euro. Al netto dell’inflazione, però, il PIL italiano è risalito ai valori del 2005 soltanto nel 2019, attestandosi ancora al di sotto dell’anno di punta 2007. Il quadro è ancora più tragico se si guarda al PIL pro capite: stando ai calcoli di Bloomberg, tra i Paesi dell’Eurozona soltanto l’Italia ha visto calare il PIL pro capite dello 0,4 % tra il 1998 e il 2016; nello stesso lasso di tempo il PIL pro capite tedesco cresceva invece del 26,1 %. Al contempo, nonostante un rigido contenimento delle spese, l’Italia ha visto anche un’elevata crescita del debito pubblico che, nel 2007, ammontava al 104 % del PIL e nel 2019 raggiungeva il 135 %. Anche per quanto riguarda il mercato del lavoro i dati italiani sono decisamente peggiori di quelli tedeschi: nel 2019 il tasso di disoccupazione si attestava al 10 %, e il numero dei disoccupati italiani(2,6 milioni) superava quello dei tedeschi. Pericolosamente alto(31 %) il tasso di disoccupazione tra i giovanissimi(15-24 anni). Benché l’Italia sia ancora la seconda manifattura dell’Unione Europea, subito dopo la Germania, è innegabile che negli ultimi 15 anni la forbice economica(e di conseguenza anche sociale) tra i due Paesi sia andata allargandosi sempre più. E se a partire dal 2005 l’economia tedesca ha conosciuto un’ininterrotta dinamica di crescita economica, nella quale la crisi finanziaria globale del 2008-2009 non si è rivelata altro che una parentesi, l’Italia non è ancora riuscita a superare la doppia crisi che l’ha colpita – prima la crisi globale dei mercati finanziari, poi la crisi del debito sovrano del 2011-2012 – e trovandosi in una fase di sostanziale stagnazione presenta il tasso di crescita più basso dell’Unione e dell’Eurozona. Il crollo economico dovuto alla pandemia minaccia di consolidare ulteriormente la situazione. 2.1  VALUTAZIONE DEL PROPRIO STATUS SOCIALE, SODDISFAZIONE NEI CONFRONTI DELLA DEMOCRAZIA E DELLA VITA Nonostante la diversa situazione economica, le risposte degli intervistati a quanto si ritengano soddisfatti della propria vita non rilevano differenze tra i due Paesi: su una scala da 1 a 10, dove 1 sta per“molto insoddisfatto” e 10 per“molto soddisfatto”, la media è di 7 sia per i tedeschi che per gli italiani. Le differenze nella situazione economica di partenza non hanno nessuna influenza sul modo in cui gli intervistati di entrambi i Paesi valutano il proprio status sociale: agli intervistati è stato chiesto di indicare la propria posizione su una scala sociale che andava da 1 a 10, dove 1 stava per“molto in basso” e 10 per“molto in alto” e, sia per i tedeschi che per gli italiani, la media è stata di 5, benché gli italiani diano della propria situazione economica una valutazione peggiore di quella che gli intervistati tedeschi danno della loro. Infatti, circa metà degli intervistati tedeschi giudica la propria situazione economica“buona” o“ottima”, mentre in Italia lo stesso giudizio lo dà soltanto il 30 % circa degli intervistati. Per quanto riguarda la democrazia invece, i tedeschi si ritengono leggermente più soddisfatti degli italiani: su una scala da 0 a 10, dove 0 sta per“molto insoddisfatto” e 10 per“molto soddisfatto”, i tedeschi indicano 7 e gli italiani 6. 2.2  SITUAZIONE ECONOMICA IN GERMANIA E IN ITALIA Nel complesso si rileva un maggiore ottimismo nel valutare la situazione economica della Germania, con gli intervistati italiani che si dimostrano addirittura più ottimisti dei tedeschi stessi: infatti quasi due terzi degli intervistati italiani(il 62 %) ritiene che la situazione tedesca sia buona o ottima, mentre soltanto poco meno della metà dei tedeschi la pensa allo stesso modo(il 44 %). Nel valutare la situazione economica italiana, invece, intervistati italiani e tedeschi si dimostrano ugualmente pessimisti(cfr. fig. 1). Le valutazioni sul futuro economico dei due Paesi non si discostano troppo da quelle sulla situazione economica attuale. Le aspettative italiane sulla Germania sono migliori di quelle avanzate dai tedeschi stessi, più pessimisti riguardo al futuro economico del proprio Paese. Quasi un italiano su due(il 46 %) ritiene che in futuro in Germania si starà meglio o molto meglio, mentre solo un tedesco su tre la pensa allo stesso modo(il 33 %; cfr. fig. 2). UN’AMICIZIA FRAGILE – UN SONDAGGIO SUI RAPPORTI ITALO-TEDESCHI 7 Cifre in percentuale: deviazione dal 100 % dovuta all’arrotondamento Figura 1 Valutazione soggettiva sulla situazione economica Come valuta l’attuale situazione economica in Germania e in Italia? Situazione economica in: Valutazione proprio Paese Valutazione altro Paese  Ottima   Buona  Né buona né cattiva  Non molto buona   Cattiva 14 21 50 25 15 26 46 22 Valutazione proprio Paese 5 Valutazione altro Paese 7 39 55 30 20 6 29 72 Fonte: Ipsos/Raffigurazione propria Figura 2 Aspettative di sviluppo economico futuro Secondo Lei, come si svilupperà in futuro la situazione economica in Germania e in Italia? Situazione economica in: Valutazione proprio Paese Valutazione altro Paese Molto migliore   Migliore  migliore né peggiore  Peggiore  Molto peggiore 14 28 40 18 1 15 39 35 11 Valutazione proprio Paese Valutazione altro Paese 3 30 5 41 34 27 7 39 12 2 Fonte: Ipsos/Raffigurazione propria Per quanto riguarda il futuro economico dell’Italia, gli intervistati italiani lo valutano con un pessimismo addirittura maggiore di quello dimostrato dai tedeschi. Tra gli intervistati italiani, infatti, il 58 % si aspetta che in futuro le cose andranno peggio o molto peggio, mentre soltanto il 46 % dei tedeschi la pensa allo stesso modo sul futuro dell’Italia. italiani conduce entrambi i campioni a distorsioni percettive paragonabili. Alla richiesta di classificare Germania, Regno Unito, Francia e Spagna in ordine di produzione industriale, gli intervistati di entrambi i Paesi hanno correttamente collocato la Germania al primo posto, l’Italia invece erroneamente al quarto. In realtà all’Italia spetta il secondo posto, prima di Francia, Regno Unito e Spagna. 3 2.3  PERCEZIONI DISTORTE La valutazione molto negativa della situazione economica italiana attuale e futura da parte degli intervistati tedeschi e 3 https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title= Industrial_ produc tion_statistics#Industrial_ produc tion_by_countr y, ultimo accesso il 25/09/2020 FRIEDRICH-EBERT-STIFTUNG – POLITICA PER L’EUROPA 8 Figura 3 Valutazione degli obiettivi di politica energetica I Paesi europei si sono posti obiettivi specifici su come soddisfare il loro fabbisogno energetico ricorrendo in maniera più massiccia a fonti energetiche rinnovabili. Qual è la Sua opinione al riguardo? Opinioni sulla transizione energetica in: Valutazione proprio Paese Valutazione altro Paese Valutazione proprio Paese Valutazione altro Paese Fonte: Ipsos/Raffigurazione propria Ha superato l’obiettivo  Ha raggiunto l’obiettivo  Ha mancato l’obiettivo 4 22 74 4 17 80 Risposta corretta: l’Italia è stato l’unico Paese a superare i suoi obiettivi! 6 26 68 16 55 29 Risposta corretta: la Germania ha mancato i suoi obiettivi! Simili discrepanze tra valutazione soggettiva e situazione oggettiva si ripetono anche con la domanda sul raggiungimento degli obiettivi della transizione energetica. 4 Erroneamente, sia gli italiani che i tedeschi dimostrano una visione pessimista della capacità italiana di soddisfare il fabbisogno energetico ricorrendo a fonti energetiche rinnovabili. In entrambi i campioni circa tre intervistati su quattro ritengono che l’Italia abbia mancato gli obiettivi. Questo significa che in entrambi i Paesi la stragrande maggioranza si sbaglia, perché l’Italia è in realtà l’unico tra i cinque Paesi elencati ad aver addirittura superato i suoi obiettivi. Mentre tre intervistati italiani su quattro(il 74 %) ritengono che la Germania abbia raggiunto o superato i propri, gli intervistati tedeschi si dimostrano decisamente più scettici e più realistici sul conto del proprio Paese: due tedeschi su tre(il 68 %) pensano infatti che la Germania abbia mancato gli obiettivi(figura 3). della Germania è decisamente migliore di quella che dei tedeschi stessi. – I giudizi sulle prospettive future, invece, in parte divergono. Per quanto riguarda l’Italia, sia gli intervistati italiani che quelli tedeschi ritengono che la situazione rimarrà negativa anche in futuro. Per la Germania invece gli italiani si aspettano un futuro di gran lunga migliore di quanto non facciano i tedeschi stessi. – Possiamo constatare che gli intervistati di entrambi i Paesi operano una generalizzazione controfattuale dell’immagine negativa che hanno dell’Italia, come dimostra il fatto che italiani e tedeschi ne sottovalutano completamente e in maniera analoga il ruolo di potenza manifatturiera e anche la capacità di raggiungere gli obiettivi di politica energetica. Inoltre, gli intervistati italiani sopravvalutano specularmente la Germania. 2.4  CONCLUSIONI PARZIALI – Il quadro complessivo è dunque del tutto asimmetrico. Gli intervistati di entrambi i Paesi ritengono da un lato – Tendenzialmente il giudizio di italiani e tedeschi sulla siche l’Italia sia complessivamente in difetto in campo tuazione effettiva dei due Paesi coincide: la maggioranza economico, e dall’altro che la Germania sia complessivadegli intervistati valuta positivamente la situazione tedemente un Paese virtuoso – quest’ultima valutazione è sca e molto negativamente quella italiana. Va sottolineaancor più diffusa tra gli italiani che tra i tedeschi. to inoltre che l’immagine che gli intervistati italiani hanno 4 https://www.google.de/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web &cd=&cad=rja&uact=8&ved=2ahUKEwi0jO-ampHsAhXQC-wKHRU 9C24 Q Fj A Aeg Q I A h A B&ur l= ht tps%3A%2F%2Fw w w.gse. i t%2F documenti_site%2FDocumenti%2520GSE%2FRapporti%2520 statistici%2FFonti%2520Rinnovabili%2520in%2520Italia%2520e% 2520in%2520Europa%2520verso%2520gli%2520obiettivi%2520al% 25202020%2520e%2520al%25202030.pdf&usg=AOvVaw3Lv8BD 0dXkQJOVICq22aIr, ultimo accesso il 9/12/2020 UN’AMICIZIA FRAGILE – UN SONDAGGIO SUI RAPPORTI ITALO-TEDESCHI 9 3 EUROPA: INTEGRAZIONE – FIDUCIA – SFIDE Italia e Germania sono tra i Paesi fondatori di quella che oggi è l’Unione Europea ed hanno svolto un ruolo di punta nella promozione dell’integrazione europea. Sia in Germania che in Italia le rispettive situazioni economiche e politiche incidono fortemente sull’attuale percezione dell’UE. In particolare, si deve constatare che in Italia, dove originariamente la popolazione era decisamente filoeuropea, negli ultimi quindici anni l’atteggiamento verso l’Europa si è fatto notevolmente più critico, come emerge anche dai risultati del nostro sondaggio. E’ indicativo che nel 1999, a fronte dello scetticismo della maggioranza dei tedeschi, la maggioranza degli italiani abbia invece accolto con favore l’introduzione dell’euro. Oggi siamo di fronte ad un quadro completamente diverso: a seguito della doppia crisi del 2008-2012 e del conseguente crollo economico, l’opinione pubblica italiana ritiene che i maggiori responsabili della politica di austerità che li ha colpiti siano proprio l’UE e l’euro. Va in questa direzione il discorso portato avanti con grande successo elettorale da forze esplicitamente populiste e antisistema quali Lega e Cinque Stelle. A ciò si è aggiunta dal 2013 anche la crisi dei rifugiati, nel corso della quale centinaia di migliaia di persone partite da Tunisia e Libia hanno raggiunto le coste italiane; ciò ha fatto sì che nell’opinione pubblica si radicasse l’idea di un’Italia“lasciata sola dall’Europa“– idea che tutti gli schieramenti politici hanno fatto propria. Nel complesso l’atteggiamento degli intervistati italiani nei confronti dell’UE è decisamente più critico di quello dei tedeschi; da notare però che gli italiani nutrono anche maggiori aspettative. Entrambi i campioni ritengono che sia l’altro Paese, non il proprio, a trarre i maggiori benefici dall’UE. Nonostante tutto il suo scetticismo, però, anche in Italia la stragrande maggioranza della popolazione non mette in dubbio né l’appartenenza all’Unione Europea né a quella monetaria. 3.1  I PRO E I CONTRO DELL’UE E DELL’EURO Dalla valutazione di vantaggi e svantaggi che il proprio e l’altro Paese trarrebbero dall’appartenenza all’Unione europea e Figura 4 Pro e contro dell’appartenenza all’UE Pensi all’appartenenza dell’Italia o della Germania all’Unione europea. Secondo Lei prevalgono i vantaggi o gli svantaggi, oppure si equivalgono? Vantaggi e svantaggi dell’appartenenza all’UE in: Valutazione proprio Paese vantaggi ­prevalgono notevolmente prevalgono e svantaggi si equivalgono svantaggi prevalgono svantaggi prevalgono notevolmente 9 20 32 28 11 Valutazione altro Paese 15 36 36 10 3 Valutazione proprio Paese Valutazione altro Paese Fonte: Ipsos/Raffigurazione propria 12 28 30 40 38 15 6 25 42 FRIEDRICH-EBERT-STIFTUNG – POLITICA PER L’EUROPA 10 Figura 5 Pro e contro dell’appartenenza all’unione monetaria Pensi allo sviluppo economico in Germania o Italia. In generale, ritiene che l’Euro abbia portato vantaggi o svantaggi? Vantaggi e svantaggi dell’Euro in: Valutazione proprio Paese vantaggi prevalgono notevolmente vantaggi prevalgono e svantaggi si equivalgono svantaggi prevalgono svantaggi prevalgono notevolmente 8 16 30 29 17 Valutazione altro Paese 9 35 39 13 4 Valutazione proprio Paese Valutazione altro Paese 10 28 25 40 36 15 7 29 73 Fonte: Ipsos/Raffigurazione propria Figura 6 Permanenza del proprio Paese nell’UE Se domani si tenesse un referendum sull’appartenenza dell’Italia/della Germania all’UE, come si pronuncerebbe? Il mio Paese dovrebbe rimanere nell’UE  Il mio Paese dovrebbe uscire dall’UE 68 76 32 24 Fonte: Ipsos/Raffigurazione propria Figura 7 Permanenza del proprio Paese nell’unione monetaria Se domani si tenesse un referendum sull’appartenenza dell’Italia/della Germania all’Euro(Unione Monetaria) come si pronuncerebbe? Il mio Paese dovrebbe mantenere l’Euro  Il mio Paese dovrebbe uscire dall’Euro 63 71 37 29 Fonte: Ipsos/Raffigurazione propria UN’AMICIZIA FRAGILE – UN SONDAGGIO SUI RAPPORTI ITALO-TEDESCHI 11 a quella monetaria, emerge un quadro omogeneo: per quanto riguarda entrambe le appartenenze, circa sei italiani su dieci ritengono che per la Germania i vantaggi siano(notevolmente) prevalenti(rispettivamente il 68 % e il 61 %, cfr. fig. 4 e fig. 5). Per quanto riguarda invece l’appartenenza dell’Italia all’Unione europea e a quella monetaria, quasi metà degli intervistati italiani ritiene che prevalgano(notevolmente) gli svantaggi(rispettivamente il 39 % e il 46 %, cfr. fig. 4 e fig. 5). Tra i tedeschi invece, uno su tre ritiene che il proprio Paese tragga dall’appartenenza all’Unione europea e a quella monetaria(notevolmente) più vantaggi che svantaggi(rispettivamente il 40 % e il 38 %, cfr. fig. 4 e fig. 5). Va sottolineato però che anche tra i tedeschi la percezione che l’Italia tragga vantaggi da tali appartenenze è più diffusa dell’analoga percezione sul conto del proprio Paese. In entrambi i Paesi, dunque, gli intervistati tendono a vedere il proprio Paese in svantaggio e a ritenere che sia piuttosto l’altro Paese a trarre i maggiori benefici dall’appartenenza all’UE. Benché sia in Italia che in Germania si riscontri l’idea che sia sempre l’altro Paese a trarre maggiori benefici dall’unione monetaria e dall’UE in quanto istituzione, in entrambi i Paesi una chiara maggioranza si schiera a favore della permanenza nell’UE e nell’euro. E benché in Italia il 39 % degli intervistati ritenga che nell’appartenenza all’UE prevalgano(notevolmente) gli svantaggi e il 46 % creda che l’euro abbia portato in prevalenza svantaggi allo sviluppo economico italiano, il 68 % di loro in un eventuale referendum si esprimerebbe comunque a favore della permanenza italiana nell’UE e il 63 % a favore di un mantenimento dell’euro(cfr. figg. 6/7). Dall’insoddisfazione al desiderio di uscire dall’UE o dall’euro, il passo non è quindi automatico. 3.2  CONTRIBUTI TEDESCHI E ITALIANI ALL’UE Tedeschi e italiani danno giudizi molto diversi sul contributo che i due Paesi, in generale e dal punto di vista economico, forniscono all’Unione Europea. Chiamati a valutare il contributo fornito dal proprio e dall’altro Paese al benessere europeo, tedeschi e italiani danno risposte decisamente divergenti. Quelle tedesche dimostrano una grande autostima: tre intervistati su quattro non sono(per niente) d’accordo con l’affermazione secondo la quale senza la Germania l’UE sarebbe in una posizione migliore. Gli intervistati italiani fanno invece mostra di un atteggiamento più autocritico: solo uno su due la pensa sull’Italia come i tedeschi la pensano sulla Germania. In entrambi i Paesi gli intervistati si esprimono allo stesso modo quando si tratta di valutare il contributo fornito al benessere europeo dall’altro Paese: sia in Germania che in Italia un intervistato su tre non è(affatto) d’accordo con l’affermazione Figura 8 Valutazione sull’appartenenza tedesca all’UE In che misura è d’accordo con la seguente affermazione: l’UE sarebbe in una posizione migliore senza la Germania. Molto d’accordo   D’accordo  Né d’accordo né in disaccordo  In disaccordo  Per niente d’accordo 6 15 43 24 12 45 16 25 49 Fonte: Ipsos/Raffigurazione propria Figura 9 Valutazione sull’appartenenza italiana all’UE In che misura è d’accordo con la seguente affermazione: l’UE sarebbe in una posizione migliore senza l’Italia. Molto d’accordo   D’accordo  Né d’accordo né in disaccordo  In disaccordo  Per niente d’accordo 3 10 42 32 14 7 17 39 24 14 Fonte: Ipsos/Raffigurazione propria FRIEDRICH-EBERT-STIFTUNG – POLITICA PER L’EUROPA 12 Figura 10 Valutazione dei saldi operativi(“ontribuente netto vs. beneficiario netto”) Tutti gli Stati membri dell’UE versano contributi al bilancio dell’UE, da cui a loro volta ricevono denaro. In base alle Sue conoscenze, fornisca una stima sulla posizione dei seguenti Stati. Contributi di … nel bilancio dell’UE: Valutazione proprio Paese molto più di quanto riceve più di quanto riceve 11 30 in egual misura rispetto a quanto riceve più di quanto contribuisce 38 molto di più di quanto contribuisce 15 5 Valutazione altro Paese 14 24 51 20 Valutazione proprio Paese Valutazione altro Paese 29 3 17 41 40 24 52 25 14 Fonte: Ipsos/Raffigurazione propria Figura 11 Influenza sulle decisioni dell’UE Utilizzi la seguente scala e indichi quanta influenza esercitano l’Italia e la Germania sulle decisioni dell’Unione europea. Influenza dell’Italia sull’UE: Valutazione proprio Paese Valutazione altro Paese Moltissima influenza  Molta influenza  Poca influenza  Pochissima influenza 2 20 54 23 4 35 53 9 Influenza della Germania sull’UE: Valutazione proprio Paese Valutazione altro Paese 40 61 48 30 94 62 Fonte: Ipsos/Raffigurazione propria ­secondo la quale senza l’altro Paese l’UE sarebbe in una posizione migliore(cfr. figg. 8 e 9), mentre un intervistato italiano su cinque e un intervistato tedesco su quattro ritiene che l’altro Paese costituisca una“zavorra” per l’UE. Chiamati a valutare il contributo economico concreto che i due Paesi danno all’Unione, entrambi i campioni giungono a conclusioni erronee. Ancora una volta si manifesta la già citata percezione secondo la quale“l’altro Paese trae dall’appartenenza all’UE maggiori benefici del proprio”. Infatti, quasi tre intervistati tedeschi su quattro(il 71 %) hanno l’errata convinzione che l’Italia riceva dal bilancio UE finanziamenti maggiori o molto maggiori dei contributi che versa. 5 Circa due intervi5 Stando alle statistiche ufficiali questa è la classifica dei Paesi per saldo operativo negativo: al primo posto la Germania(-14 miliardi di euro), al secondo il Regno Unito(-7 miliardi di euro), al terzo la Francia(-7 miliardi di euro), al quarto l’Italia(-4 miliardi di euro). Il valore negativo indica che il contributo che il Paese versa al bilancio europeo supera i finanziamenti che riceve; il valore positivo invece indica che i finanziamenti ricevuti dall’UE superano i contributi versati. http://ec.europa. eu/budget/library/figures/internet-tables-all_test.xls, Ultimo accesso il 10/12/2020. UN’AMICIZIA FRAGILE – UN SONDAGGIO SUI RAPPORTI ITALO-TEDESCHI 13 stati tedeschi su tre(il 70 %), invece, ritiene giustamente che la Germania contribuisca al bilancio UE finanziamenti maggiori o molto maggiori dei contributi che riceve. Ad essere drasticamente sbagliata è soprattutto la valutazione dei tedeschi sull’Italia: solo il 5 % degli intervistati ritiene correttamente che l’Italia sia un“contributore netto”. Anche in Italia però l’ignoranza su come stiano effettivamente le cose è notevole: soltanto il 40 % degli intervistati esprime un giudizio corretto sul proprio Paese. I tedeschi invece potrebbero stupirsi del fatto che soltanto il 20 % degli italiani ritenga che la Germania sia un“contributore netto”, mentre il 39 % crede piuttosto che sia un“beneficiario netto”. L’ignoranza rispetto alle capacità economiche dell’altro Paese è dunque riscontrabile sia in Italia che in Germania(cfr. fig. 10). Le risposte alla domanda sull’influenza che i due Paesi esercitano sulle decisioni europee sono indicative da diversi punti di vista. La stragrande maggioranza degli intervistati di entrambi i Paesi(rispettivamente il 90 % circa) ritiene che la Germania abbia molta o moltissima influenza sulle decisioni europee, mentre l’influenza dell’Italia è ritenuta piuttosto ridotta: quattro intervistati italiani su cinque ritengono che l’Italia abbia poca o pochissima influenza sulle decisioni europee, il che significa che nutrono verso il proprio Paese, che in fondo è la seconda potenza industriale dell’Unione, uno scetticismo persino maggiore di quello nutrito dagli intervistati tedeschi – il 39 % dei quali attribuisce all’Italia molta o moltissima influenza sulle decisioni europee(cfr. fig. 11). Per quanto riguarda la percezione del valore aggiunto che l’altro Paese apporta all’UE, il quadro che emerge è simile: gli italiani ritengono la Germania più influente di quanto non facciano i tedeschi, mentre i tedeschi ritengono l’Italia più influente di quanto non facciano gli italiani, benché la collochino su un livello decisamente inferiore a quello della Germania stessa. Considerando che quasi l’80 % degli italiani ritiene che l’Italia abbia poca o pochissima influenza sulle decisioni europee, non stupisce che in larga parte della popolazione italiana trovi risonanza una narrazione antieuropea o per meglio dire anti-Bruxelles, secondo la quale le scelte italiane sarebbero eterodirette andando contro gli interessi nazionali. 3.3  FIDUCIA NEL PROPRIO E IN ALTRI PAESI Per quanto riguarda la fiducia nel proprio Paese, le risposte fornite dai due campioni divergono notevolmente: se otto tedeschi su dieci nutrono molta o moltissima fiducia nella Germania, tra gli italiani meno di quattro intervistati su dieci la pensano allo stesso modo. Qui la grande autostima tedesca contrasta con la tendenza italiana a mettersi sempre in discussione: gli intervistati italiani, infatti, si fidano decisamente di più della Germania di quanto non si fidino del proprio Paese(cfr. fig. 12: un italiano su due ripone molta o moltissima fiducia nella Germania). Un andamento analogo si rileva anche rispetto ai Paesi terzi: infatti l’Italia ripone in Francia, Spagna, Svezia, Regno Unito e USA una fiducia maggiore o uguale a quella che ripone in sé stessa, mentre la Germania considera di potersi fidare come di sé stessa soltanto della Svezia. Anche secondo gli italiani la Svezia è il Paese più degno di fiducia tra quelli presi in considerazione(56 %), seguito a breve distanza dalla Germania(52 %). Va sottolineato che l’Italia accorda decisamente meno fiducia a Francia e Spagna(rispettivamente il 37 %) di quanta non gliene accordi la Germania. La Germania invece accorda alla Spagna una fiducia leggermente maggiore di quella che accorda all’Italia(rispetFigura 12 Fiducia nell’Italia e nella Germania Se pensa ai Paesi membri UE Italia e Germania, ha moltissima, molta, poca o nessuna fiducia nei confronti del singolo Paese? Fiducia nell’Italia: Fiducia nella Germania: Valutazione proprio Paese Valutazione altro Paese Valutazione proprio Paese Valutazione altro Paese Moltissima fiducia  Molta fiducia  Poca fiducia  Nessuna fiducia 6 30 47 18 3 26 52 19 29 11 41 50 31 14 6 16 Fonte: Ipsos/Raffigurazione propria FRIEDRICH-EBERT-STIFTUNG – POLITICA PER L’EUROPA 14 Figura 13 Fiducia in Paesi terzi Se pensa ai seguenti Paesi, ha moltissima, molta, poca o nessuna fiducia nei confronti del singolo Paese? Fiducia nella Francia: Fiducia nella Polonia: Fiducia nella Spagna: Fiducia nella Svezia: Fiducia nella Gran Bretagna: Fiducia negli Stati Uniti: Moltissima fiducia  Molta fiducia  Poca fiducia  Nessuna fiducia 4 33 48 10 54 29 15 8 3 17 2 10 46 42 35 46 3 34 4 35 52 10 50 11 14 23 42 57 30 14 17 3 7 33 3 20 46 53 14 23 6 31 3 11 42 43 21 44 Fonte: Ipsos/Raffigurazione propria UN’AMICIZIA FRAGILE – UN SONDAGGIO SUI RAPPORTI ITALO-TEDESCHI 15 Fiducia nella Cina: Fiducia nella Russia: Moltissima fiducia  Molta fiducia  Poca fiducia  Nessuna fiducia 5 21 41 33 29 36 53 6 22 43 29 35 29 54 Fonte: Ipsos/Raffigurazione propria Figura 14 Capacità di essere d’esempio In che misura è d’accordo con la seguente affermazione:“Altri Paesi possono imparare dall’Italia/dalla Germania”. Funzione esemplare di: Valutazione proprio Paese Valutazione altro Paese d’accordo  D’accordo  d’accordo né in disaccordo In disaccordo  niente d’accordo 6 30 41 13 9 3 18 49 22 8 Valutazione proprio Paese 14 Valutazione altro Paese 13 43 38 33 35 64 85 Fonte: Ipsos/Raffigurazione propria tivamente il 39 % e il 29 %). È la Svezia a guadagnarsi la fiducia maggiore da parte dei tedeschi(l’80 % degli intervistati ha molta o moltissima fiducia nella Svezia), mentre il secondo posto va alla Francia con il 64 %. I giudizi di tedeschi e italiani sono decisamente simili nei confronti di Spagna e Polonia, nella quale entrambi i campioni ripongono poca o nessuna fiducia(rispettivamente l’80 % degli italiani e l’88 % dei tedeschi ripongono poca o nessuna fiducia nella Polonia). Mentre l’Italia nutre una fiducia ugualmente forte sia negli USA che nel Regno Unito(rispettivamente il 37 % e il 40 %), la fiducia dei tedeschi nel Regno Unito è decisamente inferiore(il 23 %). La fiducia dei tedeschi in USA, Russia e Cina, invece, si attesta a livelli simili tra loro e in ogni caso piuttosto bassi – appena al di sopra del 10 %. In Italia invece circa un quarto della popolazione nutre fiducia nei confronti di Cina e Russia. Complessivamente la Germania sembra rivelarsi un Paese più diffidente dell’Italia. Circa un intervistato tedesco su due afferma di non nutrire“nessuna fiducia” in Polonia, USA, Russia e Cina, mentre soltanto un intervistato italiano su tre fa la stessa affermazione riguardo a Polonia, Cina e Russia e uno su cinque riguardo agli USA. La domanda successiva verte sulla capacità attribuita ai due Paesi di essere d’esempio per gli altri. Sia in Germania che in Italia un intervistato su due ritiene che dalla Germania si possa imparare. La percezione che i tedeschi hanno della Germa- FRIEDRICH-EBERT-STIFTUNG – POLITICA PER L’EUROPA 16 nia corrisponde in larga misura a quella che ne hanno gli italiani. All’Italia invece gli intervistati di entrambi i Paesi tendono a non attribuire la capacità di essere d’esempio: soltanto un tedesco su cinque ritiene che altri Paesi possano imparare dall’Italia. Persino tra gli intervistati italiani appena uno su tre ritiene che l’Italia possa essere d’esempio, mentre oltre metà degli italiani ritiene possa esserlo la Germania(cfr. fig. 14). 3.4  LE ATTUALI SFIDE POLITICHE E A CHI COMPETE AFFRONTARLE Considerando la diversa situazione economica di Italia e Germania e le opinioni divergenti di ciascun campione rispetto alle capacità economiche dei propri Paesi, non stupisce che le valutazioni di tedeschi e italiani divergano anche quando si chiede loro quali siano le maggiori sfide politiche attuali e a quale livello(nazionale o europeo) vadano affrontate. Agli intervistati è stato chiesto di classificare 12 settori della politica in una scala che va da 1(“nessuna sfida”) a 5(“sfida molto impegnativa”), di valutarne la portata per il proprio Paese ed infine di indicare se ad affrontarle debba essere l’UE o piuttosto il singolo stato membro. Va sottolineato che in generale gli intervistati italiani ritengono che i temi elencati di seguito costituiscano sfide più impegnative rispetto a quanto non ritengano gli intervistati tedeschi: infatti per quasi tutte le questioni riportate nella tabella 1 i valori indicati dagli italiani sono maggiori di quelli indicati dai tedeschi. Emerge in modo particolarmente evidente quanto siano urgenti per l’Italia i problemi relativi alla disoccupazione e alla situazione economica. Il secondo tra i risultati più importanti è che, facendo un confronto diretto, si nota che gli italiani tendono decisamente ad attribuire all’UE maggiori competenze di quanto non facciano i tedeschi. Differenze particolarmente marcate tra i due Paesi(si veda la colonna“Differenza DE-IT” nella tabella 1, misurata attraverso la dimensione dell’effetto“Cohen’s d”) si rilevano rispetto a: disoccupazione, infrastrutture, sanità ed economia, che costituiscono una sfida impegnativa o molto impegnativa secondo una fetta di intervistati italiani decisamente più numerosa di quella tedesca. Risultati simili si registrano per criminalità, welfare e difesa, anche se in questi casi le differenze sono meno marcate. In particolare, per quanto riguarda clima, migrazione e terrorismo la stragrande maggioranza degli intervistati di entrambi i Paesi attribuisce la competenza all’UE. A dispetto di un maggiore euroscetticismo, gli intervistati italiani tendono a favorire maggiormente le soluzioni europee, dal che sembra potersi dedurre che gli italiani si fidino dell’UE più di quanto non si fidino dei propri attori politici nazionali. Essi sembrano inoltre riporre nell’Ue speranze maggiori ed attribuirle maggiori competenze di quanto non facciano i tedeschi. Per quanto riguarda la crisi dovuta al COVID-19 e la risposta da dare a tale crisi, italiani e tedeschi concordano sulla necessità di un’azione a livello europeo, mentre gli intervistati di entrambi i Paesi ritengono che il sistema sanitario sia decisamente di competenza dei singoli stati membri. gioranza degli intervistati di entrambi i Paesi ha un’opinione positiva o ottima del“Recovery Fund”, da finanziare congiuntamente per aiutare, in particolare, i Paesi più duramente colpiti. A questo proposito non si rilevano differenze di rilievo tra gli intervistati tedeschi e quelli italiani(cfr. fig. 15). In entrambi i Paesi chi si oppone apertamente al Recovery(indicando un’opinione“negativa” o“molto negativa” nella fig. 15) trova scarsissima rappresentanza. Solo un tedesco su sette rifiuta il finanziamento congiunto, fatto nuovo per un’opinione pubblica che, diversamente da quella italiana, fino a questo momento aveva respinto in maggioranza le proposte di un indebitamento congiunto europeo(gli“Euro-Bond”). 3.5  CONCLUSIONI PARZIALI Analizzando l’atteggiamento di italiani e tedeschi nei confronti dell’Unione Europea e del ruolo che Italia e Germania vi svolgono, si ottiene un quadro piuttosto frammentario: – Tra gli intervistati italiani prevalgono coloro che nell’appartenenza all’Unione Europea, e ancor più all’unione monetaria, ravvisano più svantaggi che vantaggi per l’Italia. Al contempo gli italiani attribuiscono al proprio Paese scarsa influenza nell’UE. – Chiamati ad una valutazione generale di pro e contro, ma anche ad indicare contributori e beneficiari netti, sia gli intervistati italiani che quelli tedeschi mostrano di ritenere l’altro Paese un beneficiario: solo il 5 % dei tedeschi ed il 20 % degli italiani è consapevole del fatto che l’altro Paese è un pagatore netto. Evidentemente predomina la convinzione di essere quelli che pagano mentre gli altri ci guadagnano. – Ciononostante, in entrambi i Paesi chiare maggioranze si schierano per la permanenza nell’UE e nell’Eurozona, oltre ad esprimersi a favore di un indebitamento europeo congiunto per superare le conseguenze della pandemia da COVID-19. – Benché gli italiani ritengano che la Germania tragga molti vantaggi dall’Unione e che vi eserciti notevole influenza, la maggioranza di loro nutre comunque fiducia nella Germania. La fiducia nell’Italia è invece decisamente minore, non solo tra i tedeschi, ma anche tra gli italiani stessi. – Gli italiani più dei tedeschi per la soluzione dei problemi in tutti i settori della politica, ad eccezione della difesa, puntano sulla competenza europea più che su quella nazionale, nonostante una visione meno positiva dell’UE. Verso quest’ultima mostrano infatti maggiore scetticismo ma anche maggiori aspettative. Quando si tratta di affrontare le conseguenze della pandemia, le risposte sono quasi sovrapponibili: la stragrande mag- UN’AMICIZIA FRAGILE – UN SONDAGGIO SUI RAPPORTI ITALO-TEDESCHI 17 Tabella 1 Le sfide attuali e a chi compete affrontarle Disoccupazione Economia Sanità Pandemia COVID-19 Infrastrutture Criminalità Welfare Difesa Migrazione Clima Digitalizzazione Terrorismo Sfida impegnativa o molto impegnativa 54 % 69 % 63 % 79 % 53 % 55 % 66 % 38 % 69 % 72 % 69 % 56 % 86 % 87 % 83 % 84 % 77 % 75 % 75 % 49 % 74 % 72 % 65 % 55 % Differenza DE-IT ++++ ++ ++ --++ + + + --------Percentuale di chi ritiene che affrontarle competa all’UE Differenza DE-IT 17 % 41 % ++ 36 % 63 % ++ 27 % 34 %--64 % 79 %+ 24 % 32 %--37 % 42 % --20 % 46 % 63 % 56 % --70 % 87 % + 83 % 87 % --36 % 49 % + 74 % 86 % + Fonte: Ipsos/Raffigurazione propria Figura 15 Sostegno al finanziamento congiunto del“Recovery Fund“ La pandemia da COVID ha provocato la più grande crisi economica globale dalla Seconda guerra mondiale. A luglio 2020 è stato quindi deciso di creare un grande fondo di sviluppo europeo(“Recovery Fund”), che tutti gli Stati membri dell’UE finanzieranno congiuntamente. Il fondo dovrebbe aiutare in particolare i Paesi colpiti più duramente. Indichi qual è la Sua opinione al riguardo.  Ottima   Positiva  Né positiva né negativa   Negativa  Molto negativa 12 49 28 74 14 42 29 9 5 Fonte: Ipsos/Raffigurazione propria FRIEDRICH-EBERT-STIFTUNG – POLITICA PER L’EUROPA 18 4 CULTURA E CONTATTI: INCONTRI PERSONALI, INTERESSE E CONOSCENZA RECIPROCA, MENTALITÀ E STEREOTIPI Germania ed Italia sono importanti partner e Paesi chiave dell’Unione Europea che intrattengono da decenni rapporti politici, economici, sociali e culturali e sono strettamente interdipendenti in molti settori. Nei capitoli precedenti sono emerse percezioni nel complesso divergenti rispetto alla situazione dei due Paesi, alla loro collocazione all’interno dell’UE e ai loro rapporti bilaterali. Nel presente capitolo illustreremo i risultati ottenuti ponendo domande relative alla percezione dei rapporti tra i due Paesi, a contatti personali e a conoscenze culturali, con e sull’altro Paese. Analizzeremo gli stereotipi(culturali) riportati dagli intervistati sul proprio e sull’altro Paese. Da molti punti di vista i risultati confermano che, a quasi 70 anni dall’inizio del processo di unificazione europea e nonostante le molteplici relazioni italo-tedesche, le percezioni reciproche dipendono ancora da stereotipi e immagini tramandate. 4.1  VALUTAZIONE DEI RAPPORTI ­ITALO-TEDESCHI Tedeschi e italiani danno giudizi diversi dei rapporti italo-tedeschi. Se un tedesco su due(il 52 %) ritiene che i rapporti bilaterali tra Germania e Italia siano positivi o ottimi, un italiano su sei(il 16 %), li ritiene invece negativi o addirittura pessimi(cfr. fig. 18). Quando si chiede loro se i rapporti italo-tedeschi siano cambiati negli ultimi tempi, le risposte dei due campioni non diverFigura 16 Giudizio sui rapporti italo-tedeschi Come giudica il rapporto tra i due Paesi negli ultimi anni?  Ottimo   Positivo  Né positivo né negativo   Negativo   Pessimo 3 34 48 13 3 7 45 44 4 Fonte: Ipsos/Raffigurazione propria Figura 17 Cambiamento dei rapporti italo-tedeschi I rapporti italo-tedeschi sono cambiati? rapporti sono migliorati molto rapporti sono migliorati rapporti non sono né migliorati né peggiorati rapporti sono peggiorati rapporti sono peggiorati molto 2 24 57 15 2 3 12 70 14 1 Fonte: Ipsos/Raffigurazione propria UN’AMICIZIA FRAGILE – UN SONDAGGIO SUI RAPPORTI ITALO-TEDESCHI 19 Figura 18 Attributi del rapporto italo-tedesco Come descriverebbe il rapporto italo-tedesco attuale? comprensivo amichevole rispettoso insieme solidale fiducioso forte caloroso dinamico 84 80 71 72 71 68 68 68 64 59 50 48 vede il rapporto Il 68% degli italiani 45 45 42 39 38 35 come amichevole, il restante 32% come ostile privo di comprensione ostile irrispettoso diviso poco solidale diffidente debole freddo senza slancio Fonte: Ipsos/Raffigurazione propria gono molto, anche se gli intervistati italiani si dimostrano più scettici a proposito della loro natura. In entrambi i Paesi la maggioranza della popolazione ritiene che essi non siano né migliorati né peggiorati(il 57 % in Italia e il 70 % in Germania, cfr. fig. 17). Va sottolineato però che gli intervistati italiani individuano una maggiore tendenza al miglioramento dei rapporti(in Italia la pensa così un intervistato su quattro, in Germania invece soltanto uno su sette) mentre al contempo danno un giudizio più critico sulla loro qualità complessiva(cfr. fig. 16). In entrambi i Paesi la stragrande maggioranza degli intervistati(l’87 % degli italiani e il 76 % dei tedeschi) si dichiara a favore di una stretta collaborazione tra i due Paesi. Nonostante gli italiani diano un giudizio più critico dei rapporti bilaterali – o forse proprio per questo –, essi auspicano una stretta collaborazione, ancor più di quanto non facciano i tedeschi. Anche se entrambe le parti auspicano una stretta collaborazione, i giudizi di italiani e tedeschi sugli attuali rapporti tra i due Paesi divergono notevolmente, in particolare per quanto riguarda la valutazione delle sue peculiarità e caratteristiche. Nel complesso gli intervistati tedeschi ne danno un giudizio decisamente migliore, come si desume dal grafico della figura 18, nella quale per tutte le coppie di attributi opposti la curva rossa, che rappresenta gli intervistati tedeschi, o è più vicina al polo positivo oppure non si colloca in modo statisticamente significativo al di sotto della curva italiana(è il caso dell’attributo“comprensivo”). Fatta eccezione per quest’ultimo attributo, le differenze tra i giudizi degli intervistati italiani e quelli degli intervistati tedeschi hanno sempre una dimensione dell’effetto piccola o media e pertanto sono troppo frequenti per essere considerate casuali e non possono essere ricondotte all’indeterminazione statistica. La stragrande maggioranza degli intervistati di entrambi i Paesi definisce il rapporto“comprensivo”,“amichevole” e“rispettoso”, ma soltanto poco più della metà dei tedeschi e circa un italiano su tre lo definisce“forte” o“dinamico”(cfr. fig. 18). Mentre la maggioranza degli intervistati tedeschi descrive il rapporto attraverso gli attributi“solidale”,“fiducioso”,“insieme” e“caloroso”, la maggioranza degli intervistati italiani sceglie invece gli attributi“poco solidale”,“diffidente”,“diviso” e“freddo” – la differenza di percezione e giudizio è evidente. 4.2  DIVERSO INTERESSE PER L’ALTRO PAESE Dai risultati emerge anche un’asimmetria relativa all’interesse nutrito dagli uni verso gli altri: la maggioranza dei tedeschi(il 60 %) riferisce di essere(molto) interessata all’Italia, mentre è molto meno frequente che gli intervistati italiani dicano lo stesso della Germania(il 43 %, cfr. fig. 19). Non stupisce allora che un’elevata percentuale di tedeschi(il 72 % degli intervistati) riferisca di aver visitato l’Italia almeno una volta, mentre soltanto quattro italiani su dieci riferiscono di aver visitato la Germania almeno una volta(cfr. fig. 20). La differenza è ancor più elevata se si considera il numero medio di visite: gli intervistati tedeschi hanno visitato l’Italia in media 4,4 volte, gli italiani la Germania invece solo 1,6 volte. Sia tra gli italiani che tra i tedeschi un intervistato su quattro (rispettivamente il 27 %) dichiara di avere amici o amiche nell’altro Paese. La percentuale di italiani che ha vissuto in Germania FRIEDRICH-EBERT-STIFTUNG – POLITICA PER L’EUROPA 20 o ha parenti che hanno vissuto in Germania è però maggiore della corrispondente quota di tedeschi(cfr. figg. 20 e 21). Solo una piccola minoranza degli italiani ha buone conoscenze della lingua tedesca e viceversa: soltanto il 4 % degli intervistati italiani e il 5 % dei tedeschi ritiene di avere conoscenze linguistiche che vadano oltre le conoscenze di base (cfr. fig. 22). Sono dunque ben pochi gli italiani e i tedeschi capaci di capire la lingua dell’altro. 4.3  TIPICAMENTE TEDESCO – TIPICAMENTE ITALIANO. PERCEZIONE DI SÉ E DELL’ALTRO Per capire cosa pensino italiani e tedeschi dell’altro Paese e dei suoi abitanti e che cosa definiscano tipicamente tedesco o tipicamente italiano, abbiamo sottoposto loro coppie di definizioni e caratteristiche opposte da attribuire a ciascun Paese e alla sua popolazione. All’interno di ciascuna coppia di Figura 19 Interesse per l’altro Paese Quanto si interessa dell’altro Paese? interessa molto interessa Mi interessa poco interessa per niente 6 37 40 17 13 47 30 9 Fonte: Ipsos/Raffigurazione propria Figura 20 Contatto diretto degli italiani con la Germania Ha già visitato personalmente la Germania? Ha amiche/amici tedesche/i? Lei – o un membro della sua famiglia – ha mai vissuto in Germania?  Sì   No Ho già visitato la Germania 41 59 Ho amiche/amici tedesche/i Io – o la mia famiglia – ho/ha vissuto in Germania 27 14 73 86 Fonte: Ipsos/Raffigurazione propria Figura 21 Contatto diretto dei tedeschi con l’Italia Ha già visitato personalmente l’Italia? Ha amiche/amici tedesche/i? Lei – o un membro della sua famiglia – ha mai vissuto in Italia?  Sì   No Ho già visitato l’Italia 72 28 Ho amiche/amici italiane/i Io – o la mia famiglia – ho/ha vissuto in Italia 27 7 73 93 Fonte: Ipsos/Raffigurazione propria UN’AMICIZIA FRAGILE – UN SONDAGGIO SUI RAPPORTI ITALO-TEDESCHI 21 Figura 22 Autovalutazione delle competenze linguistiche Come valuterebbe le Sue conoscenze della lingua tedesca/italiana? conoscenze o madrelingua orali e scritte molto buone conoscenze orali e scritte di base conoscenza 13 18 78 11 3 24 72 Fonte: Ipsos/Raffigurazione propria aggettivi antinomici gli intervistati erano chiamati a scegliere quello che ritenevano descrivesse al meglio le persone del proprio e dell’altro Paese e la loro mentalità. Nel grafico alla figura 23, i numeri indicano la percentuale di scelte ricadute sugli attributi riportati nella parte alta del grafico stesso: l’87 % dei tedeschi, ad esempio, sceglie per gli italiani e la loro mentalità l’attributo“creativo” anziché il suo contrario, “non-creativo”. Tra gli italiani soltanto il 16 % fa la stessa scelta: gli italiani tendono dunque a definire“non creativi” i propri connazionali e la loro mentalità. Le maggiori discrepanze tra la percezione che degli italiani hanno da un lato gli italiani stessi e dall’altro i tedeschi sono le seguenti: gli italiani si descrivono come“attenti”,“moderni”,“pessimisti”,“ascetici”, “permalosi” e“non creativi”, mentre la maggioranza dei tedeschi utilizza per gli italiani gli attributi contrari, descrivendoli come“negligenti”,“tradizionali”,“ottimisti”,“goderecci”,“rilassati” e“creativi”. Complessivamente emerge come i tedeschi abbiano un’immagine decisamente stereotipata della mentalità italiana, oltretutto in forte contrasto con la descrizione che gli intervistati italiani danno di sé stessi. Evidentemente, il fatto che i tedeschi visitino più frequentemente l’Italia e se ne interessino di più, non rende la percezione che hanno del Paese vicina a quella che ne hanno i suoi abitanti. Anche per quanto riguarda la Germania, la descrizione data dai tedeschi stessi e quella data dagli italiani rispetto ai“tedeschi e la loro mentalità”, divergono notevolmente. Gli attributi“diligente”,“attento”,“parsimonioso” ed“europeo”, per descrivere la“mentalità tedesca”, vengono scelti molto più di frequente dai tedeschi che dagli italiani. Gli italiani invece tendenzialmente utilizzano, più frequentemente dei tedeschi, gli attributi“profondo”,“creativo”,“godereccio” e“rilassato”. La percezione che tedeschi e italiani hanno della Germania coincide, invece, per quanto riguarda gli attributi“fissato sulle regole”,“aperto”,“ottimista” e“gioioso”. Confrontando le figure 23 e 24 si noterà che, rispetto alla coppia di attributi“gioioso-serio”, gli intervistati di entrambi i Paesi tendenzialmente vedono se stessi nello stesso modo in cui sono visti dagli altri, ma collocandosi ai poli opposti. Benché ne giudichino negativamente il futuro economico, nutrano scarsa fiducia nel proprio Paese e tendano a preoccuparsi notevolmente per quanto riguarda sfide come la disoccupazione e le infrastrutture(vedi tabella 1), la stragrande maggioranza degli italiani, proprio come quella dei tedeschi, definisce“gioiosa” la“mentalità italiana”. Ad ulteriore conferma dei risultati quantitativi figurano anche le risposte date dagli intervistati alla domanda aperta in cui si chiedeva loro di indicare cosa apprezzassero dell’altro Paese. Complessivamente le risposte raccolte sono state circa 2.500 per gli intervistati gli italiani e circa 2.600 per gli intervistati Tabella 2 Risposte aperte alla domanda:“Cosa apprezza dell’Italia/della Germania?“ Ordine/Disciplina/Stabilità/Efficienza/Economia forte/ Produttività/Duro lavoro Stile di vita/Ospitalità/Leggerezza/ A misura di bambino/Famiglia/Gioia di vivere Sole& bel tempo/Ferie/Bei Paesaggi& belle città Cibo& bevande “Niente“ Fonte: Ipsos Italiani sulla Germania 46 % 2 % 3 % 2 % 7 % Tedeschi sull’Italia 1 % 15 % 37 % 18 % 4 % FRIEDRICH-EBERT-STIFTUNG – POLITICA PER L’EUROPA 22 Figura 23 “Gli italiani e la loro mentalità” visti da sé stessi e dagli altri Quando pensa all’Italia, quali termini descrivono meglio le persone e la loro mentalità? attento gioioso moderno diligente orientato alla comunità secolare generoso flessibile aperto ottimista profondo europeo godereccio dissato sulle regole parsimonioso rilassato creativo 93 93 87 87 91 87 78 85 83 72 70 73 64 57 68 62 63 61 43 40 43 L’87% dei tedeschi descrive gli italiani come creativi, il % come poco 47 30 creativi 36 41 38 38 29 31 30 25 21 21 16 negligente serio tradizionale pigro individualista religioso avaro inflessibile provinciale pessimista superficiale nazionalista ascetico anarchico sprecone permaloso non creativo Fonte: Ipsos/Raffigurazione propria Figura 24 “I tedeschi e la loro mentalità” visti da sé stessi e dagli altri Quando pensa alla Germania, quali termini descrivono più probabilmente le persone e la loro mentalità? attento gioioso moderno diligente orientato alla comunità secolare generoso flessibile aperto ottimista profondo europeo godereccio dissato sulle regole parsimonioso rilassato creativo 91 92 88 89 88 88 89 78 77 70 65 65 49 59 66 63 61 53 49 55 48 45 42 42 34 30 Il 59 % degli italiani 43 37 28 ­descrive i tedeschi come cosmopoliti, il 41 % come provinciali 22 25 24 24 10 negligente serio tradizionale pigro individualista religioso avaro inflessibile provinciale pessimista superficiale nazionalista ascetico anarchico sprecone permaloso non creativo Fonte: Ipsos/Raffigurazione propria UN’AMICIZIA FRAGILE – UN SONDAGGIO SUI RAPPORTI ITALO-TEDESCHI 23 tedeschi. Nella tabella 2 sono riportati i risultati della codificazione delle risposte aperte, raggruppati secondo categorie tra loro contrastanti. Semplificando ed estremizzando, quanto riportato nella tabella 2 si può riassumere così: agli occhi degli italiani la Germania è soprattutto il Paese del lavoro, della disciplina e dell’efficienza. Agli occhi dei tedeschi invece l’Italia è soprattutto il Paese del buon clima, del buon cibo e della gioia di vivere. Tra gli intervistati italiani è leggermente maggiore la percentuale di chi esprime un giudizio ostentatamente negativo sull’altro Paese rispondendo“non mi viene in mente niente”, magari con tanto di punto esclamativo o in caratteri interamente maiuscoli. sta”,“attore/attrice”,“autore/autrice”(cfr. fig. 25). In caso di una risposta affermativa gli intervistati sono poi stati chiamati ad indicare il nome del personaggio a loro noto. In Italia ad essere più conosciuti sono gli sportivi tedeschi, e in particolare i piloti più famosi della Formula 1. Su 583 risposte aperte circa il 20 % indicava Michael Schumacher, un ulteriore 10 %, invece, Sebastian Vettel. Una buona metà degli intervistati tedeschi ha dichiarato di conoscere un musicista italiano. Su un totale di 722 risposte aperte circa il 50 % ha indicato Eros Ramazzotti e un ulteriore 20 % Gianna Nannini. Circa un intervistato tedesco su tre ha dichiarato di conoscere un attore italiano. Su un totale di 486 risposte aperte circa il 30 % ha indicato Sofia Loren e il 16 % Adriano Celentano. 4.4  EFFETTIVA CONOSCENZA DI PERSONALITÀ CONTEMPORANEE DEL MONDO DELL’ARTE, DELLA CULTURA E DELLO SPORT I tedeschi dimostrano maggiore interesse e sono maggiormente legati all’Italia di quanto lo siano gli italiani nei confronti della Germania; da ciò comunque non scaturiscono una percezione ed un giudizio meno stereotipati dell’Italia e sui suoi abitanti. Il maggiore interesse degli intervistati tedeschi per l’Italia si riflette invece nel fatto che la loro conoscenza di personaggi famosi italiani viventi è migliore che non viceversa. Va però precisato che il livello di conoscenza reciproca è piuttosto scarso da entrambe le parti. Agli intervistati è stato innanzitutto chiesto di indicare se conoscessero una personalità vivente dell’altro Paese per ciascuna delle seguenti quattro categorie:“sportivo/a”,“musiciA completare il quadro fornito dalle domande aperte, vi sono le domande chiuse sullo stesso argomento. Alla domanda se conoscesse il pilota di Formula 1 Sebastian Vettel, tre intervistati italiani su quattro rispondono sì, mentre soltanto una piccola percentuale degli intervistati italiani dichiara di conoscere le altre personalità o tematiche culturali tedesche elencate(cfr. fig. 26). Complessivamente i tedeschi che conoscono le personalità e i prodotti culturali italiani elencati sono più degli italiani che conoscono quelli tedeschi(cfr. fig. 27). Confrontando le risposte ottenute, dalle domande chiuse emerge che l’effettiva notorietà delle personalità tedesche e italiane citate è significativamente maggiore di quanto non emerga dalle domande aperte. Ad esempio, soltanto il 14 % degli intervistati tedeschi dichiara di conoscere un autore italiano, eppure quando sono chiamati ad indicare se conoscaFigura 25 Conoscenza di personaggi famosi viventi dell’altro Paese Di seguito tratteremo della Sua conoscenza della cultura tedesca/italiana. Si parlerà solo di persone che sono ancora in vita Conosce uno/a sportivo/a, musicista, attore/attrice, autore tedesco_a / italiano_a che è ancora in vita? Conosco uno/a sportivo/a tedesco_a/italiano_a Conosco uno/a musicista tedesco_a/italiano_a Conosco un attore/un’attrice tedesco_a/italiano_a Conosco un autore/un’autrice tedesco_a/italiano_a  Sì   No 33 21 15 47 14 34 9 14 67 79 85 53 86 66 91 86 Fonte: Ipsos/Raffigurazione propria FRIEDRICH-EBERT-STIFTUNG – POLITICA PER L’EUROPA 24 Figura 26 Domanda chiusa: conoscenza di personalità e tematiche culturali tedesche da parte degli intervistati italiani Indichi se ha già sentito parlare delle seguenti personalità e tematiche culturali?  Sì   No Sebastian Vettel(sportivo) 73 27 Rammstein(gruppo musicale) 25 75 Herta Müller(autrice) 23 77 Das Leben der Anderen(film) 20 80 Babylon Berlin(serie TV) 17 83 Jürgen Habermas(pensatore) 8 92 Berghain(club/musica) 4 96 Fonte: Ipsos/Raffigurazione propria Figura 27 Domanda chiusa: conoscenza di personalità e tematiche culturali italiane da parte degli intervistati tedeschi Indichi se ha già sentito parlare delle seguenti personalità e tematiche culturali?  Sì   No Gianna Nannini(musicista) 72 28 Umberto Eco(filosofo) 59 41 Mario Balotelli(sportivo) 40 60 Gomorra(film/serie TV) 27 73 Roberto Benigni(regista) 25 75 Carolina Kostner(sportiva) 10 90 Elena Ferrante(autrice) 9 91 Fonte: Ipsos/Raffigurazione propria UN’AMICIZIA FRAGILE – UN SONDAGGIO SUI RAPPORTI ITALO-TEDESCHI 25 no Umberto Eco, il 59 % di loro dà una risposta positiva. Lo stesso vale per gli intervistati italiani: alla domanda aperta solo il 9 % dichiara di conoscere un autore tedesco, mentre quando sono chiamati ad indicare se conoscano Herta Müller addirittura il 23 % afferma di conoscerla. 4.5  CONCLUSIONI PARZIALI – Le conoscenze che i tedeschi hanno dell’Italia e gli italiani della Germania sembrano divergere notevolmente: basti pensare che la stragrande maggioranza degli intervistati tedeschi ha già visitato l’Italia – e spesso più di una volta. – Ciononostante, in entrambi i casi i giudizi sull’altro Paese e sui suoi abitanti sono influenzati in pari misura da vecchi stereotipi. I tedeschi vedono gli italiani come un popolo di ottimisti, goderecci e rilassati, ma anche molto tradizionalisti e religiosi, mentre gli italiani vedono i tedeschi come persone profonde, fissate con le regole, poco flessibili e serie. Tuttavia gli italiani hanno attribuito ai tedeschi anche aggettivi decisamente sorprendenti come “creativi”,“goderecci” e“rilassati”. – Le risposte aperte, però, riconfermano l’asimmetria nella percezione reciproca: la Germania è vista come luogo di efficienza, organizzazione perfetta, economia forte; in altre parole del lavoro. L’Italia invece è vista come luogo del buon clima, del buon cibo, delle belle città e dei bei Paesaggi; in altre parole del piacere. FRIEDRICH-EBERT-STIFTUNG – POLITICA PER L’EUROPA 26 5 APPROFONDIMENTO: COME SI SPIEGANO LE CONVINZIONI TEDESCHE E ITALIANE? Per concludere vogliamo affiancare alle analisi descrittive condotte sin qui una riflessione più approfondita. Illustreremo dunque due blocchi tematici. Da una parte vogliamo capire come si spiegano le posizioni dei due campioni sull’integrazione europea: sono soprattutto gli intervistati più anziani a nutrire atteggiamenti euroscettici? Che ruolo hanno il genere e il grado di istruzione? Che ruolo hanno le variabili strutturali, la densità della popolazione o le differenze regionali – in Italia il divario Nord-Sud, in Germania la divisione Est-Ovest? Quali altre convinzioni e modi di pensare spiegano gli atteggiamenti verso l’UE? D’altra parte vogliamo verificare attraverso i dati l’ipotesi del contatto: 6 da maggiori contatti personali con abitanti dell’altro Paese deriva effettivamente una minore stereotipizzazione negativa o una maggiore stereotipizzazione positiva? Innanzitutto esponiamo i risultati emersi dalla modellizzazione delle domande relative all’integrazione europea. Sono stati elaborati diversi modelli di regressione lineare che prendono in considerazione separatamente gli intervistati italiani e quelli tedeschi. La tabella 4 in appendice rappresenta i risultati dei modelli esplicativi delle convinzioni relative all’integrazione europea. Ne emerge che soprattutto due delle dieci variabili esplicative influenzano maggiormente le risposte sull’integrazione europea da parte degli intervistati di entrambi i Paesi. loro influenza è meno forte e meno uniforme di quella dell’appartenenza partitica e della soddisfazione nei confronti della democrazia. Grado d’istruzione, reddito familiare, percezione del proprio status sociale, densità della popolazione e disparità geografiche(Est-Ovest in Germania, Nord-Sud in Italia) hanno un ruolo decisamente meno importante e meno uniforme. Per ulteriori dettagli si consulti l’appendice. A questo punto passiamo all’esposizione dei risultati della modellizzazione della cosiddetta“ipotesi di contatto”, per verificare se maggiori contatti personali con l’altro Paese – assieme ad altre variabili potenzialmente rilevanti – implichino una minore stereotipizzazione negativa o una maggiore stereotipizzazione positiva. Innanzitutto possiamo constatare che in questo caso tutti i modelli possiedono un potenziale esplicativo decisamente inferiore a quello dei modelli sull’integrazione europea di cui sopra. Anche qui, le variabili esplicative non esercitano la stessa influenza uniforme nei due Paesi: ad esempio non si riscontrano differenze relative alla suddivisione geografica. Le prime analisi multivariate suscitano l’impressione che un maggiore contatto personale con l’altro Paese – in congiunzione con altre variabili potenzialmente rilevanti – conduca ad una minore stereotipizzazione negativa o ad una maggiore stereotipizzazione positiva. Queste prime analisi necessitano però di ulteriori approfondimenti per confermare i primi indizi raccolti. 1. Quanto più a“destra” si colloca il partito preferito dagli intervistati(la collocazione è codificata come una variabile in quattro gradi che va dalla“estrema sinistra” alla “estrema destra”), tanto più gli intervistati tendono a disapprovare l’indebitamento congiunto attraverso il“Recovery Fund” e a ritenere che l’appartenenza all’UE comporti più svantaggi che vantaggi. 2. Quanto più gli intervistati si dichiarano soddisfatti della democrazia nel proprio Paese, tanto più tendono ad approvare il“Recovery Fund” e a giudicare vantaggiosa l’appartenenza all’UE. I giudizi sull’integrazione europea sono influenzati anche dalle variabili età, genere e interesse per la politica, anche se la 6 Pettigrew, T. F.,& Tropp, L. R.(2008). How does intergroup contact reduce prejudice? Meta‐analytic tests of three mediators. European Journal of Social Psychology, 38, pp.922-934. UN’AMICIZIA FRAGILE – UN SONDAGGIO SUI RAPPORTI ITALO-TEDESCHI 27 6 CONCLUSIONI& PROSPETTIVE Per concludere possiamo constatare come dai risultati del sondaggio emerga che i rapporti italo-tedeschi non sono privi né di conflitti né di contraddizioni e sono invece decisamente caratterizzati dalla presenza di stereotipizzazioni. Sia gli italiani che i tedeschi auspicano una collaborazione tra i due Paesi in seno ad un’Europa forte. Ad una forte autostima tedesca, relativa anche al ruolo della Germania in Europa, si contrappone un’Italia decisamente più scettica ed autocritica, la cui relazione con l’UE risulta leggermente incrinata. Da entrambe le parti si rilevano il desiderio e la volontà di una stretta collaborazione tra i due Paesi; ciononostante però si riscontrano asimmetrie nell’interesse reciproco mentre la reciproca conoscenza risulta incrementabile per entrambi. Nonostante stima e rispetto, manca una conoscenza vera e propria. Tedeschi e italiani valutano diversamente la natura dei loro rapporti. I tedeschi ritengono piuttosto amichevoli i rapporti con l’Italia ma sono inclini ad un certo paternalismo. Gli italiani invece ritengono più realisticamente che il rapporto tra i due Stati sia un rapporto tra partner, benché si sentano(talvolta erroneamente) il partner più debole o meno influente. Le fondamenta su cui sorgono l’amicizia e l’alleanza italo-tedesche sono ancora piuttosto solide ma non resteranno in piedi da sole. Nell’interesse di Italia e Germania, ma anche dell’Europa, è necessario che in futuro si investa di più su questo rapporto, sia a livello dei due Stati che a livello europeo. FRIEDRICH-EBERT-STIFTUNG – POLITICA PER L’EUROPA 28 Metodo Le interviste online sono state somministrate da Ipsos Interactive Services(IIS), azienda internazionale fornitrice di sondaggi digitali, che attualmente dispone di un pool di 600 specialisti di programmazione e campionamento ed utilizza un software di comprovata efficacia(Dimensions). Dal 1999, Ipsos somministra sondaggi online e da più di 10 anni amministra anche access panels. Con più di 4,5 milioni di partecipanti in 46 Paesi, i panel di Ipsos coprono tutti i più importanti mercati dell’Europa, dell’America settentrionale e meridionale, del Sudest asiatico, del Medio Oriente e del Nordafrica. Sviluppo e gestione dei panels sono centralizzati al fine di garantire una qualità elevata ed uniforme in tutti i Paesi. Ipsos ha sviluppato una serie di metodi per assicurare un’elevata qualità dei dati. Il lavoro sul campo e tutti gli altri processi connessi a questo studio si sono svolti in conformità alla normativa ISO(ISO 9001, ISO 20252 e ISO 27001). Grazie a comprovati e armonizzati standard qualitativi di rilevamento dati è stato garantito il massimo livello di qualità. Ulteriori dettagli su standard e procedure qualitative del pannello IIS sono consultabili nell’offerta e disponibili su richiesta. La Fondazione Friedrich Ebert e Ipsos hanno sviluppato e messo a punto congiuntamente il questionario per il sondaggio multinazionale rappresentativo, tenendo conto, in parte, delle domande poste in un sondaggio simile del 2016. A tal proposito il 16 settembre 2020 la FES ha organizzato un workshop sul questionario nella sua sede romana. In un processo di continuo scambio, FES e Ipsos hanno elaborato il questionario in lingua tedesca. La traduzione è stata effettuata esclusivamente da traduttori madrelingua messi a disposizione dal fornitore interno di Ipsos. In conformità alla normativa ISO 20252 tutte le traduzioni sono state effettuate in due passaggi: nel primo passaggio è stato tradotto il questionario, nel secondo la traduzione è stata revisionata da un altro traduttore indipendente. In tal modo sono state escluse eventuali discrepanze nella traduzione. Ipsos segue il cosiddetto metodo TRAP-D(Translation, Review, Adjudication, Pretesting and Documentation), il più recente standard socio-linguistico per armonizzare sondaggi internazionali, utilizzato anche da grandi infrastrutture sociologiche come p.es lo European Social Survey(ESS) e il Survey for Health Ageing and Retirement in Europe(SHARE). Il nulla osta alle traduzioni viene rilasciato dal committente. L’aggregato statistico del sondaggio è dato dalla popolazione residente maggiore di 18 anni che al momento della somministrazione aveva il proprio domicilio abituale rispettivamente in Italia o in Germania. In ciascuno dei due Paesi sono state intervistate 1.650 persone. La raccolta dati ha avuto inizio il 28 ottobre 2020 per concludersi il 24 novembre 2020. Per ottenere un campione che fosse il più rappresentativo possibile di ciascuna popolazione, la scelta dei partecipanti è avvenuta in base ad un sistema di quote concordato che tiene in considerazione variabili quali età, genere e regione. Per quanto riguarda il grado di istruzione ci si è basati sul principio del“best effort”. Conclusi il lavoro sul campo e una serie di esaustivi controlli qualità, è stata effettuata una ponderazione “Redressment” sui dati grezzi, per adattare matematicamente la struttura del campione alle statistiche ufficiali, ovvero correggendo eventuali deviazioni del campione non ponderato dalla struttura della popolazione. La procedura di ponderazione standard utilizzata da IPSOS è la ponderazione IPF(Iterative Proportional Fitting secondo Deming). Sulla base di questa procedura di ponderazione, la distribuzione osservata del campione viene progressivamente adattata ai valori previsti delle variabili di ponderazione. A questo scopo per ogni cella si calcola un determinato fattore di ponderazione, ottenuto dal quoziente tra valori osservati e valori previsti. Ogni fattore di ponderazione così calcolato costituisce il punto di partenza per la normalizzazione della variabile successiva. Il processo di normalizzazione risulta concluso quando i valori osservati di tutte le variabili risultano infine adattati ai valori previsti. La distribuzione empirica delle variabili sociodemografiche scelte è stata così allineata ai valori ufficiali. Conformemente agli standard, come valori di confronto per la rappresentatività sono state utilizzate le variabili di genere, età,(cinque categorie), Regioni(Nielsen) e grado di istruzione(in tre categorie). La fonte utilizzata per stabilire i valori predefiniti della ponderazione è Eurostat. Per ulteriori dettagli sulla distribuzione ponderata e non ponderata si consulti la tabella 3. Una volta sviluppato e tradotto, il questionario è stato scriptato per la modalità online e ampiamente testato in entrambe le lingue, sia da Ipsos che dal committente. Dopo diversi cicli di correzioni la FES ha dato il nulla osta ad entrambe le versioni del questionario online. Per testare durata e svolgimento dell’intervista nonché la qualità della traduzione(affidabilità e validità), prima del suo utilizzo nei due Paesi il questionario è stato sottoposto ad un pretest di 30 interviste. Dopo un’approfondita analisi e una discussione dei risultati del pretest, è stata avviata la somministrazione del questionario. UN’AMICIZIA FRAGILE – UN SONDAGGIO SUI RAPPORTI ITALO-TEDESCHI 29 Tabella 3 Distribuzione demografica dei campioni ponderati e non ponderati in Italia e in Germania Maschile Femminile 18–24 25–34 35–44 45–54 55–64 65+ NORD-OVEST NORD-EST CENTRO(I) SUD ISOLE Basso Medio Alto Fonte: Ipsos Italia Non ponderata 51 % 49 % 6 % 12 % 27 % 28 % 16 % 11 % 27 % 19 % 19 % 23 % 11 % 10 % 58 % 32 % ponderata Genere 48 % Maschile 52 % Femminile Età 8 % 18–24 13 % 25–34 16 % 35–44 19 % 45–54 16 % 55–64 27 % 65+ Regioni 27 % Nielsen I 19 % Nielsen II 20 % Nielsen III a 23 % Nielsen III b 11 % Nielsen IV Nielsen V(a & b) Nielsen VI Nielsen VII Grado di istruzione 48 % Basso 37 % Medio 15 % Alto Germania Non ponderata 50 % 50 % 4 % 14 % 24 % 24 % 23 % 12 % 16 % 22 % 14 % 11 % 15 % 5 % 9 % 8 % 14 % 65 % 20 % ponderata 49 % 51 % 9 % 15 % 14 % 19 % 18 % 26 % 16 % 22 % 14 % 14 % 16 % 4 % 7 % 7 % 17 % 58 % 25 % FRIEDRICH-EBERT-STIFTUNG – POLITICA PER L’EUROPA 30 Appendice La tabella 4 riporta i coefficienti delle analisi regressive sull’integrazione europea. Le variabili età, genere e interesse per la politica contribuiscono anche a chiarire la varianza delle convinzioni relative all’integrazione europea, benché esse incidano meno e in modo meno uniforme dell’affinità partitica e della soddisfazione nei confronti della democrazia. Le dimensioni dell’effetto della tabella 4 sono sintetizzabili come segue: 1. In Germania l’età più avanzata conduce ad una percezione più negativa dell’appartenenza tedesca all’UE. In Italia con l’età sale il tasso di approvazione al“Recovery Fund”. 2. In entrambi i Paesi le donne sono più convinte dei vantaggi dell’appartenenza all’UE e in Italia tendono anche a sostenere l’indebitamento congiunto del“Recovery Fund”. 3. In entrambi i Paesi un maggiore interesse per la politica implica una maggiore tendenza a sostenere il Recovery Fund e a ritenere più vantaggiosa l’appartenenza all’UE. Tabella 4 Risultati dei modelli regressivi esplicativi delle variabili relative all’integrazione europea (ponderazione beta con significatività statistica codificata per colori) 7 Vantaggi derivanti dalla appartenenza del proprio Paese all’UE Sostegno al Recovery Fund Età Genere Istruzione(3 gradi) Reddito familiare DE Status sociale riportato Affinità partitica Densità della popolazione(3 gradi) Germania Est-Ovest / Italia Nord-Sud Soddisfazione nei confronti della democrazia Interesse per la politica Varianza spiegata nel modello completo Varianza spiegata nel modello ridotto (solo predittori significativi) Fonte: Ipsos 0,10 0,09 0,03 0,01 – 0,11 0,20 – 0,05 – 0,02 – 0,36 0,07 28 % 26 % 0,00 0,08 – 0,05 – 0,06 – 0,05 0,36 0,06 0,06 – 0,21 0,08 29 % 29 % 0,02 – 0,01 0,01 0,02 – 0,05 0,27 –  0,06 0,02 – 0,32 0,05 24 % 22 % – 0,07 0,06 – 0,02 – 0,04 – 0,01 0,32 0,02 0,05 – 0,21 0,08 23 % 24 % 7 7 Le celle arancioni contengono coefficienti risultati significanti al livello dell’1%. La colorazione rossa segnala una significatività uguale o inferiore allo 0,1%. UN’AMICIZIA FRAGILE – UN SONDAGGIO SUI RAPPORTI ITALO-TEDESCHI 31 Bibliografia 7 Figura 1 Valutazione soggettiva sulla situazione economica 7 Figura 2 Aspettative di sviluppo economico futuro 8 Figura 3 Valutazione degli obiettivi di politica energetica 9 Figura 4 Pro e contro dell’appartenenza all’UE 10 Figura 5 Pro e contro dell’appartenenza all’unione monetaria 10 Figura 6 Permanenza del proprio Paese nell’UE 10 Figura 7 Permanenza del proprio Paese nell’unione monetaria 11 Figura 8 Valutazione sull’appartenenza tedesca all’UE 11 Figura 9 Valutazione sull’appartenenza italiana all’UE 12 Figura 10 Valutazione dei saldi operativi(“pagatore netto vs. beneficiario netto”) 12 Figura 11 Influenza sulle decisioni dell’UE 13 Figura 12 Fiducia nell’Italia e nella Germania 14 Figura 13 Fiducia in Paesi terzi 15 Figura 14 Capacità di essere d’esempio 17 Figura 15 Sostegno al finanziamento congiunto del“Recovery Fund“ 18 Figura 16 Giudizio sui rapporti italo-tedeschi 18 Figura 17 Cambiamento dei rapporti italo-tedeschi 19 Figura 18 Attributi del rapporto italo-tedesco 20 Figura 19 Interesse per l’altro Paese 20 Figura 20 Contatto diretto degli italiani con la Germania 20 Figura 21 Contatto diretto dei tedeschi con l’Italia 21 Figura 22 Autovalutazione delle competenze linguistiche 21 Figura 23 “Gli italiani e la loro mentalità” visti da sé stessi e dagli altri 22 Figura 24 “I tedeschi e la loro mentalità” visti da sé stessi e dagli altri 23 Figura 25 Conoscenza di personaggi famosi viventi dell’altro Paese 24 Figura 26 Domanda chiusa: conoscenza di personalità e tematiche ­culturali tedesche da parte degli intervistati italiani 24 Figura 27 Domanda chiusa: conoscenza di personalità e tematiche ­culturali italiane da parte degli intervistati tedeschi 17 Tabella 1 Le sfide attuali e a chi compete affrontarle 21 Tabella 2 Risposte aperte alla domanda:“Cosa apprezza dell’Italia/ della Germania?“ 29 Tabella 3 Distribuzione demografica dei campioni ponderati e non ­ponderati in Italia e in Germania 30 Tabella 4 Risultati dei modelli regressivi esplicativi delle variabili ­relative all’integrazione europea(ponderazione beta con significatività statistica codificata per colori) La Fondazione Friedrich-Ebert La Fondazione Friedrich-Ebert(FES), fondata nel 1925, è la più antica tra le fondazioni politiche tedesche. Ancora oggi legata all’eredità di colui da cui prende il nome, si impegna per i valori fondamentali della democrazia sociale: libertà, giustizia, solidarietà. Sul piano ideale si ricollega alla socialdemocrazia e ai liberi sindacati. L’opera di promozione della democrazia sociale da parte della FES si articola soprattutto in: – formazione politica mirata al rafforzamento della società civile – consulenza politica – cooperazione internazionale(sedi estere in più di 100 Paesi) – promozione dei talenti con borse di studio – cura della memoria collettiva della democrazia sociale(per es. archivio e ­biblioteca). EDITORE © 2021 FES Italia Piazza Capranica, 95 00186 Roma https://italia.fes.de L’uso commerciale del materiale pubblicato dalla Fondazione Friedrich Ebert è concesso solo previa autorizzazione scritta da parte della Fondazione. Le posizioni espresse in questa pubblicazione non sono necessariamente condivise dalla Fondazione Friedrich Ebert. Le pubblicazioni della Fondazione Friedrich Ebert non possono essere utilizzate per scopi di campagna elettorale. Copertina:© picture-alliance/dpa – Rainer Jensen Progetto grafico: www.bergsee-blau.de Realizzazione/Layout: www.stetzer.net Un'amicizia fragile – Un sondaggio d’opinione sulle relazioni italo-tedesche Germania e Italia sono partner importanti e paesi chiave dell’UE. Intrattengono molteplici relazioni politiche, economiche, sociali e culturali da decenni e sono strettamente interdipendenti in molte aree. Il sondaggio d’opinione sulle relazioni italo-tedesche commissionato dalla Friedrich-Ebert-Stiftung, per il quale sono state interrogate 1.650 persone in ognuno dei due Paesi, ha mostrato che al di là di un ampio consenso di base, la percezione generale della situazione dei due Paesi, della loro posizione nell’UE e delle loro relazioni bilaterali è molto diversa. I cittadini di entrambi i Paesi vorrebbero vedere una stretta e buona cooperazione tra Germania e Italia in una UE forte. Tuttavia, il rapporto tedesco-italiano non è né privo di conflitti né di contraddizioni ed è certamente caratterizzato da stereotipi. Una Germania con una robusta fiducia in se stessa, anche per quanto riguarda il proprio ruolo in Europa, contrasta con un’Italia chiaramente più scettica e autocritica, con un rapporto leggermente compromesso con l’UE. Le relazioni italo-tedesche hanno basi abbastanza solide. Tuttavia, il carattere della relazione differisce dalla prospettiva tedesca e italiana. Dal punto di vista tedesco, le relazioni con l’Italia possono essere descritte come amichevoli, con un tocco leggermente paternalistico. Da parte italiana, invece, le relazioni intergovernative sono viste più sobriamente come una partnership, pur nella consapevolezza(e talvolta anche con la percezione errata) di essere talvolta il partner più debole o meno influente. Nell’interesse di entrambi i Paesi e anche dell’Europa, bisogna fare più lavoro di relazione in futuro, sia tra gli Stati che nel contesto dell’UE. Dr. Michael Braun è collaboratore scientifico della Fondazione Ebert Italia Dr. Frederic Malter è manager presso Ipsos Germania Dr. Tobias Mörschel è direttore della Fondazione Ebert Italia