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I consigli di transizione : punto di partenza per la configurazione regionale della transizione sociale ed ecologica
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FES BRIEFING I CONSIGLI DI TRANSIZIONE Punto di partenza per la configurazione regionale della transizione sociale ed ecologica Frederik Moch dicembre 2022 »Leconomia non è una questione privata, ma una que­stione pubblica. Infatti parliamo di economia politica: ri­guarda la polis, devessere uneconomia del popolo per il popolo. Insomma, leconomia è una faccenda popola­re, non imprenditoriale.« Theodor Leipart, Segretario della Confederazione Generale Dei Sindacati Tedeschi dal 1921 al 1933 Negli ultimi anni il cambiamento strutturale, scatenato dallvanzare della globalizzazione, dalla digitalizzazione e dallbiettivo di raggiungere la neutralità climatica, ha assunto rit­mi e proporzioni un tempo inconcepibili. Nel mondo del lavo­ro, settori ben organizzati e posti di lavoro protetti dai con­tratti collettivi sono ora esposti a una pressione crescente. La transizione digitale ed ecologica mette a rischio catene del valore, modelli di business e processi produttivi consolidati, oltre ai posti di lavoro ad essi legati. Perché si arrivi a zero emissioni nette di gas serra entro il 2045, tutti i settori dellconomia e tutti gli ambiti dellesistenza vanno sottoposti a ri­volgimenti profondi. Lavanzare della globalizzazione ha se­gnato in modo determinante la divisione del lavoro a livello globale, acuendo anche la concorrenza per linsediamento di aziende con elevata forza innovativa e valore aggiunto e fa­cendo che per decenni il rendimento a breve termine fun­gesse da criterio fondamentale determinando spesso la chiu­sura di siti produttivi e la delocalizzazione di posti di lavoro, persino in settori aziendali in realtà remunerativi. nei prossimi mesi rischiamo che vadano irrimediabilmente perduti valori aggiunti e posti di lavoro. Inoltre, gli investimen­ti nella transizione industriale già programmati potrebbero su­bire una considerevole frenata in ragione degli oneri finanzia­ri esponenziali. E questo soprattutto se, con laumento dei co­sti dellenergia, diminuiranno gli investimenti privati e le relati­ve condizioni quadro dinvestimento nella decarbonizzazione (ad esempio incentivi, personale specializzato, infrastrutture) saranno ritenute insufficienti dal punto di vista imprenditoria­le. Già prima dello shock dei prezzi dellenergia era in corso un intenso dibattito politico sullopportunità per lo Stato di af­fiancare la transizione. A questo proposito i sindacati tedeschi hanno espresso una serie di istanze, volte da un lato a richie­dere una garanzia economica ai progetti di transizione e dallaltro a collegarli ad una politica di sviluppo a medio termi­ne dei siti produttivi e delloccupazione. In questo contesto si tratta non soltanto di prevedere investimenti condizionati 1 e fondi statali per la transizione destinati a colmare la»lacuna verde degli investimenti«, 2 ma anche di potenziare la coge­stione, soprattutto per quanto riguarda decisioni aziendali strategiche. La richiesta poggia sullesperienza della cogestio­ne aziendale che ha avuto un impatto positivo per lo sviluppo sostenibile allinterno delle singole aziende, portando ad un miglioramento del loro bilancio ambientale. 3 La profonda transizione in corso non si limita allindustria: an­che nel settore dei servizi il mutamento strutturale ha condot­Recentemente, però, le conseguenze della pandemia da Co­vid 19 e della guerra daggressione contro lUcraina hanno evidenziato il trade-off tra la strategia di abbattimento dei co­sti fin qui perseguita e la costante disponibilità di prodotti in­termedi a basso costo, soprattutto laddove la produzione di tali prodotti intermedi era molto concentrata in determinate regioni del mondo. Inoltre, i cospicui aumenti dei prezzi dellnergia rappresentano un grosso ostacolo allo sviluppo econo­mico e alla configurazione della transizione. Benché non sia ancora possibile prevedere le conseguenze sociali ed econo­miche dello shock dei prezzi dellenergia, è già evidente che, in assenza di misure efficaci nellabbassare i costi energetici, 1 Gli investimenti condizionati sono quei finanziamenti vincolati, ad esempio, alla stipula di accordi a garanzia delloccupazione e dei siti produttivi oppure al rispetto dei contratti collettivi. 2 Per»lacuna verde degli investimenti« si intende la discrepanza che esiste dal punto di vista imprenditoriale tra investimenti redditizi sul piano aziendale e investimenti nella decarbonizzazione dei processi produttivi auspicati invece a livello di economia nazionale. Difficilmente questo divario potrà essere colmato dal mercato: è necessario che sia lo Stato a definire un quadro adeguato, per stimolare lo sviluppo tecnologico e garantire posti di lavoro e siti produttivi in un quadro di concorrenza internazionale. 3 Cfr. Raymond Markey et al.: Reducing carbon emissions through employee participation: evidence from Australia, Industrial Relations Journal, febbraio 2019. 1