FES BRIEFING RIFORMARE L’ESM ED EVITARE L’ESPLOSIONE DEI DEBITI NAZIONALI Andrea Boitani Dicembre 2020 TUTTI VOGLIONO IL SURE, NESSUNO L’ESM La pandemia da Coronavirus sta lasciando un segno pesante sull’economia europea e, quindi, sulle condizioni di vita(per non parlare della salute) di milioni di persone. Per lenire questi effetti e l’associata crescita delle disuguaglianze e del rischio di povertà, i governi europei hanno varato, a più riprese, misure ingenti di sostegno alla popolazione e alle imprese più colpite. Anche l’Unione Europea – dopo i tentennamenti iniziali – si è mossa con programmi di dimensioni e caratteristiche mai viste prima. Il programma SURE( S upport to mitigate U nemployment R isk in an E mergency) è dotato di€100 miliardi da prestarsi(a tassi particolarmente bassi) per finanziare i sussidi di disoccupazione e le altre misure previste dai paesi membri per sostenere i redditi dei lavoratori autonomi. Dei 90 miliardi già approvati dal Consiglio, 31 sono stati erogati il 16 novembre a dieci paesi che ne avevano fatto immediata richiesta, tra cui Italia, Spagna, Polonia e Grecia. Per finanziare questo strumento, la Commissione ha emesso (il 21 ottobre) titoli a dieci e venti anni per€17 miliardi. La richiesta del mercato è arrivata a oltre 221 miliardi, superando l’offerta di 13 volte. Il SURE è stato un successo finanziario e politico. Ha dimostrato 1) che esiste una grande fame di»safe assets« europei e, quindi, che un debito comune europeo è non solo possibile ma anche ben accetto ai mercati; 2) che i paesi membri sono più che pronti a richiedere prestiti all’Unione, nell’ambito di un programma costruito sulla fiducia reciproca e su garanzie comuni. Tutto ciò sembra di buon auspicio per il successo della ben più massiccia Recovery and Resilence Facility(RRF), sempre che i veti al bilancio UE da parte di Polonia, Ungheria e(forse) Slovenia non facciano deragliare l’intero programma. Non altrettanto successo ha avuto finora lo European Stability Mechanism(ESM). Il 9 maggio 2020 è stato deciso che fino a 240 miliardi(dei 410 ancora disponibili) sono a disposizione (fino al tiraggio massimo pari al 2 % del Pil di ciascun paese) per il finanziamento delle spese direttamente e indirettamente collegate alla prevenzione e alla cura delle malattie dovute al Covid-19. Nonostante una condizionalità piuttosto leggera e, comunque, non legata ad un programma di aggiustamento macroeconomico(come invece previsto dal Trattato istitutivo dell’ESM), nessun paese europeo ha finora fatto ricorso ai fondi dell’ESM»sanitario«. Sembra che l’ESM sia divenuto uno strumento politicamente non utilizzabile. REINVENTARE UNO STRUMENTO (A TORTO) RITENUTO TOSSICO I governanti che sarebbero disposti a ricorrere immediatamente alla RRF(che ha condizionalità assai più stringenti dell’ESM sanitario) sbagliano ritenendo i prestiti dell’ESM politicamente tossici, nonostante abbiano un costo inferiore a quello del debito»nazionale«. Sbagliano, ma stanno sbagliando tutti. Difficile quindi convincerli a cambiare idea. Idea in parte dovuta allo stigma legato all’atto stesso di ricorrere a uno strumento che, ricordiamolo, era originariamente pensato per salvare quegli stati che avevano perso l’accesso ai mercati nel corso della crisi dei debiti sovrani. In parte pesa la paura di fare la fine della Grecia, alle prese con l’ingerenza(peraltro ampiamente prevista) della troika(IMF, ECB e Commissione Europea) nelle sue scelte di politica economica dopo aver richiesto i programmi di assistenza, prima dello European Financial Stability Fund(EFSF) e poi dell’ESM. In parte, ancora, pesa la natura stessa dell’ESM, estraneo al quadro giuridico dell’Unione Europea(c’era l’opposizione britannica), figlio della logica intergovernativa che aveva prevalso negli anni successivi alla crisi finanziaria, con l’annesso potere di veto attribuito a ogni singolo paese membro o, quantomeno, a una minoranza di blocco. Come ha scritto Lucas Guttenberg, vice-direttore del Centro Jacques Delors 1 ,»the fact that the ESM is seen as a mechanism that is controlled by a handful of member states that will likely never use it is precisely what renders the ESM politically unviable«. 1»Time to come home: If the ESM is to stay relevant, it should be reinvented inside the EU«, 12 November 2020, https://www.delorscentre.eu/en/publications/detail/publication/time-to-come-home. 1
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Riformare l'ESM ed evitare l'esplosione dei debiti nazionali
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