utilizzato(Destatis, 2026b) e che più di un terzo delle imprese(38,6%, 08/2025) segnali un volume di ordini insufficiente(DIHK, 2025). Settori chiave— come l’ingegneria meccani ca, la metallurgia e l’industria elettrica — si trovano ad affrontare un calo del la competitività al di fuori dell’UE, con il 40 % delle imprese pronto a ridurre gli investimenti(ifo Institute, 2026). Le industrie ad alto consumo energetico, tra cui quella chimica, metallurgica, della plastica, del vetro e della carta, risentono in modo particolare degli elevati prezzi dell’elettricità e del gas, tuttora superiori ai livelli pre-crisi e altamente volatili, con il rischio di protrarre le difficoltà nel settore. La Germania resta un’economia fortemente incentrata sulle esportazioni, che nel 2025 hanno raggiunto un volu me totale pari a 1.570 miliardi di euro, a fronte di importazioni pari a 1.367 miliardi di euro, con un surplus di 203 miliardi di euro nello stesso anno(Istituto ifo, 2025a). L’industria manifattu riera— che contribuisce per circa il 19% al valore aggiunto, quasi il doppio rispetto a Stati Uniti, Francia o Regno Unito— continua a essere fondamen tale per l’economia, grazie ai forti legami con i servizi legati all’industria e a una produttività superiore alla media. Eppure questo modello trainato dalle esportazioni sta affrontando crescenti pressioni strutturali. Settori chiave come quello automobilistico, siderurgico, dell’ingegneria meccanica e chimico— che dominano le esporta zioni— risultano sempre più vulnera bili nella competizione globale. I prodotti cinesi oggetto di sovvenzioni e con capacità in eccesso, insieme alle misure commerciali statunitensi e ai potenziali dazi, hanno contribuito al calo dei prezzi e alla riduzione delle esportazioni, con alcuni settori(automobilistico e siderurgico) che hanno registrato cali superiori al 4% su base annua(Destatis, 2025). Nonostante la produzione industriale sia distribuita geograficamente, la specializzazione della Germania su un numero limitato di settori chiave amplifica tali vulnerabilità, evidenziando la necessità di un sostegno strategico per preservare la competitività e garantire la resilienza economica a lungo termine. 4.2 Mercato del lavoro, salari e disuguaglianze Nonostante la persistente stagnazione economica e la contrazione dell’attività manifatturiera, il mercato del lavoro tedesco ha preservato complessivamente e per lungo tempo, una certa resilienza. Tuttavia, all’inizio del 2026, la disoccupazione ha raggiunto il livello più alto degli ultimi 12 anni, su perando la soglia dei 3 milioni(Agen zia federale per il lavoro, 2026). L’andamento dei vari settori all’origine di questo aumento è stato estremamente disomogeneo. L’occupazione nell’industria manifatturiera e nell’edilizia è diminuita, in linea con la flessione dell’attività industriale, mentre la creazione di nuovi posti di lavoro si è concentrata quasi interamente nel crescente settore dei servizi. L’espansione dei servizi ha in gran parte compensato le perdite registrate in altri settori. Nel 2025 l’occupazione nel settore dei servizi è cresciuta di circa 164.000 posti di lavoro(+0,5 %), por tando la sua quota sull’occupazione totale al 75,9 %, trainata principal mente dai servizi pubblici, dall’istruzione e dalla sanità. Viceversa, il settore produttivo al di fuori dell’edilizia ha perso circa 143.000 posti di lavoro (–1,8 %)(Destatis, 2026a), a causa del la ridotta attività industriale e di investimenti contenuti. Queste trasformazioni strutturali sono preoccupanti, perché la perdita di po sti di lavoro nel settore manifatturiero incide in modo sproporzionato sui lavori ben retribuiti, con contratti collettivi, forte tutela dell’occupazione e ampia copertura previdenziale. Sebbene la crescita del settore dei servizi garantisca la stabilità complessiva dell’occupazione, molti di questi posti di lavoro sono meno sicuri e più eterogenei. Il calo dell’occupazione nel settore industriale è quindi una minaccia per la prosperità generale, il potere d’acquisto, la domanda interna e, a lungo andare, la stabilità politica, anche se i dati complessivi sull’occupazione rimangono relativamente stabili. L’andamento dei salari accentua questa vulnerabilità. I recenti sviluppi salariali in Germania evidenziano una crescente tensione tra la crescita del reddito nominale e il potere d’acquisto reale. Nonostante i salari nominali abbiano continuato ad aumentare durante l’impennata dell’inflazione tra il 2021 e il 2023, il netto aumento dei prezzi al consumo ha più che neutralizzato tali aumenti, determinando un calo dei salari reali di portata storica. Solo a partire dal terzo trimestre del 2023 i salari reali hanno iniziato a re gistrare una ripresa, trainata principalmente dall’attenuarsi dell’inflazione piuttosto che da un’accelerazione della crescita dei salari nominali. Ciò evidenzia come i recenti progressi dei redditi reali siano più il risultato di un effetto disinflazionistico che di un rafforzamento sostanziale del potere di contrattazione salariale. La riduzione della copertura dei contratti collettivi, che attualmente interessa solo circa il 50 % dei lavoratori ed è particolar mente bassa nel settore dei servizi e nella Germania orientale, limita ulteriormente la capacità dei lavoratori di ottenere salari equi. Un’altra sfida cruciale per la resilienza economica nel lungo periodo è la crescente carenza di manodopera qualificata . Anche in un contesto di crescita economica debole, molte aziende faticano a coprire posizioni qualificate: dai sondaggi emerge che circa il 25– 30 % delle imprese lamenta carenze, soprattutto nei settori manifatturiero, edile, logistico e dei servizi legali e fiscali(ifo Institute, 2025b). Tale carenza è causata dai cambiamenti demografici, dallo scarso livello di formazione e istruzione professionale e dalla limitata integrazione di professionisti stranieri qualificati. Questo divario è particolarmente grave nei settori orientati al futuro , come la transizione energetica e le tecnologie ambientali, che nei prossimi anni richiederanno, secondo le stime, dai 150.000 ai 200.000 lavo ratori qualificati in più(IAB, 2025). Considerati nel loro insieme, questi sviluppi dimostrano come il rallentamento industriale tedesco, le pressioni salariali e la mancanza di personale qualificato siano un rischio non solo per i lavoratori del settore manifatturiero, ma anche per la resilienza ecoGermania: Situazione economica e bisogno di trasformazione 17
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Politiche industriali europee: crisi e prospettive : la Germania, l'Italia e le tendenze in Europa
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