nomica in senso più ampio. Senza politiche che rafforzino l’occupazione nel settore industriale, la contrattazione collettiva, i salari reali e lo sviluppo di competenze professionali, si comprometterà la capacità di sostenere la domanda interna, la coesione sociale e la stabilità economica a lungo termine. Studi empirici mostrano chiaramente quale sia la posta in gioco: le regioni che da tempo soffrono di problemi economici, investimenti insufficienti e declino strutturale tendono a sostenere maggiormente i partiti di estrema destra, e ciò a riprova di quali siano le conseguenze sociali e politiche della vulnerabilità economica (FES, 2025). 4.3 Disparità di investimenti e austerità La sfida che la Germania deve affrontare in merito alla trasformazione è innanzitutto legata agli investimenti. Studi condotti dall’IMK, dall’IW e dal Dezernat Zukunft stimano che nei prossimi dieci anni saranno necessari tra i 600(IW& IMK, 2024) e i 780 miliardi di euro(Heilmann et al., 2024) di investimenti pubblici per modernizzare le infrastrutture, decarbonizzare l’industria e potenziare i servizi pubblici. L’impatto sui conti pubblici tedeschi è particolarmente sentito a livello comunale. Secondo il KfW Research, le amministrazioni comunali tedesche hanno dichiarato un arretrato sugli investimenti pari a 215,7 miliardi di euro nel 2025, con un aumento del 15,9%(29,6 miliardi di euro) rispetto all’anno precedente e segnando il livello più alto mai registrato nel KfW Municipal Panel(KfW Research, 2025). Questo arretrato è particolarmente evidente nei settori della scuola, dei trasporti e delle infrastrutture digitali. Il ritardo accumulato dalla Germania nel campo degli investimenti è direttamente collegato al suo storico impegno per l’austerità fiscale. Nel 2009, con un emendamento costitu zionale il Paese ha introdotto un“freno all’indebitamento”, che limita il debito netto strutturale del governo federale allo 0,35% del PIL e di fatto vieta la pratica di finanziamento del disavanzo in condizioni normali. Sebbene la norma ammetta una sospensione temporanea in casi di emergenza straordinaria, la sua applicazione sistematica ha fortemente limitato gli investimenti pubblici, in particolare nei settori delle infrastrutture e nei progetti di trasformazione. Per aggirare tali limiti, l’espansione di bilancio ha fatto sempre più ricorso a fondi speciali fuori bilancio(Sondervermögen), che sono formalmente separati dal bilancio principale e in gran parte esenti dalle restrizioni in materia di indebitamento. Tra i finanziamenti straordinari fuori bilancio introdotti più di recente figurano un fondo da 100 miliardi di euro destina to alle spese militari e un fondo da 500 miliardi di euro destinato princi palmente alla modernizzazione delle infrastrutture e agli investimenti per il clima. Sebbene questi strumenti siano destinati a fornire un impulso positivo al ciclo economico, favorendo gli investimenti e la domanda aggregata in un momento segnato da un calo degli investimenti privati e da una crescita moderata, non sono tuttavia sufficienti a colmare le carenze strutturali negli investimenti. Allo stesso tempo, il crescente peso di questi fondi ha inasprito il dibattito politico sulla sostenibilità del quadro di bilancio tedesco. Ricorrere sempre più spesso a fondi speciali temporanei e discontinui rivela un problema strutturale: la necessità di investimenti a lungo termine nelle infrastrutture, nella lotta al cambiamento climatico e nella coesione viene soddisfatta sempre più spesso con strumenti straordinari a scadenza fissa e con finestre di spesa prestabilite, anziché essere inte grata in un quadro di bilancio riveduto e sostenibile. Ciò solleva importanti interrogativi sulla sicurezza della pianificazione, sulla capacità di investimento intergovernativa— soprattutto a livello comunale— e sulla credibilità a lungo termine della politica di bilancio. Per questo motivo, molti economisti, insieme ai sindacati, chiedono da tempo che venga attuata una riforma definitiva del freno al debito, volta a favorire gli investimenti. 4.4 Panoramica dei settori 4.4.1 Acciaio La Germania è il principale produttore di acciaio dell’Unione Europea e il settimo a livello mondiale, con un volume di contratti pari a circa 5 miliardi di euro l’anno. Il settore impiega direttamente circa 80.000 persone, a cui si aggiungono 4 milioni di lavoratori nei settori che fanno largo uso di acciaio (WV Stahl, 2025). Il settore si trova ad affrontare un’importante sfida per passare a una produzione neutra dal punto di vista climatico, che richiede una riduzione fino a 55 milioni di tonnellate di CO₂ all’anno. Questa trasformazione richiede ingenti investimenti tecnologici e la riqualificazione della forza lavoro. Ma il settore deve anche fare i conti con la concorrenza globale, i rischi di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio e gli elevati costi energetici, che mettono a dura prova la redditività e la competitività. In risposta a queste pressioni, Thyssenkrupp Steel Europe(TKSE) ha an nunciato di voler tagliare 11.000 posti di lavoro, pari al 40% della propria forza lavoro, entro il 2030. Di questi, 5.000 saranno tagli diretti, mentre al tri 6.000 posti di lavoro verranno esternalizzati o dismessi(Reuters, 2024). Queste misure mirano a miglio rare la produttività e a ridurre i costi, ma destano preoccupazione per la stabilità occupazionale e le ripercussioni sociali. 4.4.2 Automotive Il settore automobilistico impiega circa 841.000 persone in Germania. Nel 2024 il fatturato è diminuito del 5% e le esportazioni in Cina sono crollate, mentre gli Stati Uniti restano un mercato chiave. Tra il terzo trimestre del 2024 e il terzo trimestre del 2025 sono andati persi 48.700 posti di lavoro in questo settore(compresi i fornitori), il che evidenzia quanto il settore sia soggetto alle fluttuazioni globali della domanda e alle pressioni della concorrenza(VDA, 2025). Germania: Situazione economica e bisogno di trasformazione 19
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Politiche industriali europee: crisi e prospettive : la Germania, l'Italia e le tendenze in Europa
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