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Politiche industriali europee: crisi e prospettive : la Germania, l'Italia e le tendenze in Europa
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6. Conclusioni Lattuale crisi economica e industriale in Europa non è causata da un eccesso di regolamentazione o da un si­stema assistenziale troppo esteso, bensì da debolezze strutturali di lunga data e da una mancanza di investi­menti a livello politico. Lelevato costo dellenergia, la persistente mancanza di investimenti, la fragilità delle catene del valore, la concorrenza globale sleale e la cre­scente incertezza geopolitica stanno compromettendo la base industriale, la qualità delloccupazione e la coesione sociale dellEuropa. La Germania e lItalia illustrano, in modi diversi, come il ritardo nella trasformazione, gli scarsi investimenti pubblici e privati e lassenza di una strategia industriale coerente abbiano reso le economie più esposte agli shock esterni. La risposta non può limitarsi alla deregolamentazione, allausterità o a tagli generalizzati. Approcci di questo tipo non affrontano le vere cause della crisi e rischiano di ac­centuare gli squilibri economici, le disuguaglianze sociali e linstabilità politica. Serve invece una nuova politica indu­striale europea che persegua obiettivi concreti e coniughi la trasformazione economica con il progresso sociale. Questa relazione indica che per essere efficace una poli­tica industriale deve fare affidamento su investimenti pubblici a lungo termine, una governance europea coor­dinata e misure di protezione attiva contro la concorren­za sleale e a basso costo, ad esempio attraverso lintro­duzione di criteri di preferenza per lacquisto di prodotti europei. Deve inoltre dare priorità allenergia accessibile, allinnovazione, alle competenze e alla formazione, alloccupazione di alta qualità e a condizioni sociali rigo­rose nellambito dei finanziamenti pubblici e degli appal­ti. Anziché attaccare in modo generico gli standard socia ­li e ambientali, occorrono procedure di pianificazione e autorizzazione più rapide, nonché quadri normativi per gli investimenti stabili e prevedibili. Una nuova strategia industriale europea non è solo una necessità economica, ma una scelta politica. Investire nellindustria significa investire nel lavoro dignitoso, nella resilienza e nella capacità dellEuropa di plasmare il pro­prio futuro. Solo attraverso unazione coordinata a livello europeo, nazionale e bilaterale sarà possibile realizzare una trasformazione industriale socialmente equa, econo­micamente sostenibile e politicamente legittima. 30 Friedrich-Ebert-Stiftung e.V.